L’AQUILA – Si fanno sentire precari storici della scuola.
Anche all’Aquila fioccano le polemiche sull’ultimo decreto ministeriale in materia di reclutamento firmato dal governo di Matteo Renzi.
Sul piede di guerra, gli insegnanti inseriti nelle Graduatorie ad esaurimento (Gae), quelli che lavorano con contratto a tempo determinato, che hanno scritto una lunga nota ad AbruzzoWeb per fare il punto della situazione.
LA NOTA DEI PRECARI STORICI GAE
Riprendendo la celebre frase tormentone “la domanda sorge spontanea”, verrebbe subito da chiedersi: era davvero necessario bandire nel 2012 un nuovo concorso per l’assunzione a tempo indeterminato di docenti nella scuola pubblica? Ovviamente no, considerati i costi che esso ha comportato e l’esistenza di una graduatoria colma di personale selezionato, formato e che da anni consente il corretto funzionamento del nostro sistema scolastico. Nell’ottica di una razionalizzazione dei meccanismi di reclutamento del personale docente, sarebbe stato invece opportuno, effettuati conteggi rigorosi, indire una selezione concorsuale soltanto per le classi di concorso realmente esaurite.
Nonostante il parere negativo di chi nella scuola opera, il concorso del 2012 fu bandito dall’ex ministro Francesco Profumo e presentato come una novità assoluta per il fatto di prevedere l’assegnazione di un numero ben definito di cattedre ai soli vincitori. Di conseguenza le nomine hanno interessato per il 50% i vincitori del concorso e per il 50 per cento i docenti inseriti nelle Graduatorie ad Esaurimento.
Ora, a distanza di due anni, un nuovo governo, con un decreto di poche righe (D.M. 356 del 23 maggio 2014) ha cambiato repentinamente le regole del gioco, prevedendo l’assegnazione di cattedre anche agli idonei, cioè ai non vincitori del concorso, quindi facendo scorrere le graduatorie ben oltre il numero dei posti banditi.
A dare alla vicenda il sapore di una vera e propria beffa è il fatto che tale decreto, fortemente voluto dall’attuale ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, è uscito una settimana dopo la chiusura dell’aggiornamento delle Gae (Graduatorie ad esaurimento), quando cioè molti docenti, valutando la possibilità di una loro assunzione anche in base ai risultati del concorso, avevano effettuato per l’ennesima volta una scelta di vita, decidendo se cambiare o meno provincia.
Questi stessi docenti vedono ora di nuovo allontanarsi la possibilità di una stabilizzazione non perché impreparati, non meritevoli o vecchi ma perché vittime dell’ennesimo valzer di poltrone.
Le organizzazioni sindacali, non ascoltando minimamente le proteste dei precari storici, hanno accolto la decisione ministeriale come un atto dovuto, necessario a ristabilire il corretto andamento del reclutamento all’interno della scuola, assimilando genericamente quest’ultima alla pubblica amministrazione. In realtà, riteniamo opportuno sottolineare che proprio nell’ambito del pubblico impiego la scuola rappresenta un’anomalia, poiché essa è caratterizzata dalla compresenza di due graduatorie parallele, la graduatoria del concorso e le Graduatorie ad Esaurimento, queste ultime purtroppo sempre più intasate; inoltre, se il concorso bandito nel 2012 dall’ex ministro Profumo, le cui condizioni erano ben chiare dall’inizio, era irregolare, allora perché non è stato bloccato?
I docenti credono nell’importanza del loro ruolo di formatori, ad esso si dedicano tra tagli, difficoltà ed incertezze, e proprio per questo chiedono ai rappresentanti dello Stato un trattamento dignitoso e regole che garantiscano, una volta per tutte, la certezza dei diritti acquisiti attraverso l’esercizio corretto della professione.
Nonostante le difficoltà che i docenti inseriti nelle Gae stanno incontrando nel manifestare pubblicamente questa ingiustizia, fatta scivolare silenziosamente a cavallo dell’ultima tornata elettorale ed oscurata dalla maggior parte dei mezzi di comunicazione, i precari storici stanno cercando di coordinarsi per organizzare una protesta.
Le persone interessate sono invitate a leggere e a firmare la petizione per l’abrogazione del D.M. 356 che sta circolando in rete in questi giorni.
Per fare ciò è sufficiente comunicare la propria adesione e il proprio nominativo tramite la sezione “Messaggio” del profilo Facebook della collega Marcella Raiola: https://m.facebook.com/Eumachia?_rdr



