L’AQUILA – “L’assessore al Personale della Regione Abruzzo Federica Carpineta stanca degli attacchi continui della Cgil sul suo operato, accusa il sindacato di impreparazione in materia di leggi e organizzazione del personale pubblico”.
A dichiararlo è la Cgil che, in una nota, rimanda le accuse al mittente e risponde punto per punto ai rilievi mossi dall’assessore.
“È assolutamente falso che il sottoscritto – scrive il segretario regionale Cgil Funzione Pubblica, Carmine Ranieri – era presente in sede di riunione informativa quando i rappresentanti del Consiglio hanno illustrato il testo che sarebbe poi stato presentato all’approvazione dell’Aula”.
“Se per giustificare l’approvazione di una legge – prosegue la nota della Cgil – l’assessore arriva addirittura a dichiarare il falso, significa che ha davvero pochi elementi a sua discolpa. La Cgil valuterà con l’Ufficio legale se ci sono i presupposti per un’azione nei confronti di Carpineta”.
“È vero – prosegue il sindacato – che la legge nazionale prevede la possibilità di utilizzare le graduatorie degli idonei nei concorsi pubblici, ma allora perché fare una legge regionale? La risposta è semplice: perché la norma approvata costituisce un obbligo di attingere dalle graduatorie e non una facoltà”.
“Oltre ciò – aggiunge – si prevede che le graduatorie vigenti nel Consiglio regionale valgano anche per ricoprire i posti della Giunta e viceversa. Poiché già ci sono graduatorie vigenti, è evidente che si può prevedere chi saranno i beneficiari della norma”.
“Tale provvedimento – prosegue la Cgil – è quanto mai inopportuno perché annulla la possibilità di espletare concorsi pubblici che valorizzino la professionalità del personale interno della Regione e diano opportunità ai lavoratori precari che prestano servizio da molti anni nella Regione Abruzzo”.
“La verità – puntualizza il sindacato – è che Carpineta vorrebbe addossare la responsabilità dei suoi insuccessi alla Cgil, ma se c’é qualcuno impreparato e con vuoti di memoria questo è proprio l’assessore che oramai ha bloccato ogni politica sul Personale e impantanato l’attività amministrativa dell’Ente”.
“Uno dei primi provvedimenti dell’assessore è stata la riorganizzazione ragionieristica delle Direzioni regionali, che lungi dal rafforzare i settori critici dell’Ente, Sanità e Ambiente, ha creato solo ulteriori disagi e inefficienze”.
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