L’AQUILA – Non sono teneri con l’assessore al Personale della Regione Abruzzo Federica Carpineta i circa 160 precari co.co.co. della Regione Abruzzo, in protesta da questa mattina per il rischio di rimanere a casa per il mancato rinnovo dei contratti.
Lo stato di agitazione si protrarrà sino a quando non verrà definita la vicenda, almeno sino a venerdì quando è previsto un incontro tra la Carpineta, e i consiglieri regionali Gianfranco Giuliante (capogruppo del Pdl), Claudio Ruffini e Giovanni D’Amico (entrambi del Pd).
All’assessore regionale i precari imputano la poca esperienza dal punto di vista amministrativo e gestionale della complessa querelle legata ai precari, accusandola senza mezzi termini di “inadeguatezza”.
Una scelta, quella della Carpineta, effettuata dal presidente della Regione, Gianni Chiodi, ai quali i precari pongono una domanda: “Perché lei?”.
Questo il testo dell’acre lettera.
Gianni Chiodi, il paladino della rivoluzione meritocratica nella Regione Abruzzo,con quale criterio ha scelto Federica Carpineta quale assessore al personale?
Che merito avrebbe, la Federica, per ricoprire questo importante ruolo? Dal suo curriculum vitae emerge che la signora ha 32 anni, due figli, laureata in Economia e commercio e ha collaborato come revisore contabile presso la ditta ‘Ernst & Young’ .Punto. Un curriculum riassumibile in una sola riga.
Basta farsi due conti per calcolare l’ammontare di esperienza in materia di “gestione del personale” accumulata sul campo da parte della signora Carpineta. Probabilmente l’esperienza della gestione dell’albergo di famiglia deve aver convinto il presidente delle sue grandi capacità gestionali, tanto da farle ottenere una nomina diretta ad assessore.
Sono così evidenti la sua incompetenza e la sua inadeguatezza rispetto al ruolo che riveste.
Si affida totalmente di volta in volta a tecnici diversi, non potendo confidare nelle proprie capacità: prima si è affidata a un ex dirigente del personale della Giunta, dimissionario causa propria manifesta incapacità, e ora al direttore del personale del Consiglio regionale.
Cerca di risolvere il problema del precariato invocando continuamente il parere della Funzione pubblica , rimediando sistematicamente solenni figuracce, poiché la stessa ribadisce che la Regione avrebbe autonomia propria per poter agire.
Ha serie difficoltà nel comprendere che non è tra i suoi compiti tutelare i giovani laureati abruzzesi che aspettano un posto di lavoro, bensì sarebbe compito dell’assessore Gatti.
Come spera il presidente Chiodi di risolvere i problemi del personale regionale, se lui stesso non è in grado di prendere decisioni importanti, intimorito da ciò che potrebbe esprimere l’opinione pubblica?
Di certo l’inadeguata competenza di un assessore inutile non lo aiuta.
Inoltre ci si chiede,da aquilani e abruzzesi, se questo è l’approccio alla risoluzione dei piccoli problemi, figuriamoci quale sarà l’approccio alla risoluzione di problemi maggiori.






