L’AQUILA, 1° GIUGNO – Una settimana per avere il parere amministrativo per poi procedere alla proroga dei contratti in scadenza dei 180 precari della Regione Abruzzo, in vista di concorsi per contratti a tempo indeterminato che possano in qualche modo tutelare le loro competenze acquisite. È il quadro emerso dal Consiglio regionale di oggi, cui un gruppo di lavoratori a rischio ha anche partecipato, presididando i lavori e venendo ricevuti da una delegazione di consiglieri. A illustrare l’intesa tra maggioranza e opposizione sul tema è il consigliere del Partito democratico, Franco Caramanico.
“All’inizio – spiega – la maggioranza ha deciso di aderire alla proposta di una proroga per arrivare a contratti a tempo indeterminato, a condizione, però, di avere prima un parere ministeriale, cosa che avrebbe complicato la situazione, al di là della risposta, per via dei tempi lunghi, quando invece alcuni contratti scadranno a breve. In seguito, il capogruppo del Pdl Gianfranco Giuliante ha interpellato un funzionario regionale, che con chiarezza ha svelato l’esistenza di una direttiva ministeriale che dà la possibilità all’Ente di proroghe nel momento in cui si programmano concorsi per contratti a tempo indeterminato. La decisione finale è stata quella di attendere il parere della struttura regionale, che sarà sicuramente più veloce rispetto al ministero: credo che entro questa settimana si possa avere il placet per poi procedere alla decisione nel prossimo Consiglio”. “In tutto ciò – la punta polemica – sia la maggioranza che l’opposizione hanno notato l’assenza dell’assessore al ramo, Federica Carpineta”.
“In questo modo – conclude Caramanico – la situazione si metterebbe bene: avuta la proroga, bisognerà solo capire come strutturare i bandi, aprendo certo all’esterno, ma facendo in modo che i concorsi salvaguardino le competenze acquisite dal personale precario in cinque o dieci anni di esperienza, che non devono essere perdute”. Oggi una delegazione di consiglieri ha incontrato alcuni dei precari presenti nella seduta del Consiglio. (alb.or.)






