L’AQUILA – Continua a suscitare polemiche e scambi di accuse tra maggioranza ed opposizioni presenti nel Consiglio provinciale dell’Aquila la vicenda relativa agli oltre cento lavoratori precari dell’ente che, senza un rinnovo dei contratti, rischiano di rimanere a casa dal primo gennaio 2011.
I gruppi consiliari di Pd, Idv e della lista “Io sto con Stefania”, in una nota congiunta, accusano il centro destra di aver fatto cadere nel vuoto gli inviti e le proposte delle minoranze, avanzate durante il Consiglio provinciale di ieri, per l’individuazione di una soluzione:
“Questo significa – scrivono – che per oltre 100 lavoratrici e lavoratori c’è il rischio del licenziamento, che oltre 100 famiglie in un attimo si troveranno senza un reddito e una prospettiva dopo anni di prestazioni lavorative qualificate ed essenziali per il funzionamento ordinario e straordinario dell’Ente”.
Solo la settimana scorsa, però, sembrava fosse stato raggiunto l’accordo tra amministrazione e sindacati per un percorso condiviso che portasse sia alla proroghe dei contratti sia alle stabilizzazioni attraverso delle prove concorsuali.
“Dalla discussione di ieri – aggiungono le opposizioni – è emersa chiara la volontà della maggioranza, in particolare da parte del Presidente, di procedere con una forma di spoil system: mandare a casa molti degli attuali precari e dotarsi di nuove graduatorie dove attingere altro e, forse, ‘gradito’ personale a tempo determinato”.
“Non si gioca in questo modo con le persone e un cambio di Amministrazione non può significare mettere in discussione le prospettive di vita, il futuro delle persone, colpendole nel bene più prezioso: il lavoro”.
LA NOTA I NTEGRALE DEI GRUPPI DI MINORANZA
Paradossale e sconcertante quanto accaduto al Consiglio Provinciale di ieri.
Si votano all’unanimità diversi ordini del giorno contro i licenziamenti in atto in diverse aziende e imprese locali, (Vibac, Sacci, Olit, Smc) e in difesa dei livelli occupazionali di Abruzzo Engineering e poi, la Maggioranza, vota contro mozioni e ordini del giorno in favore della stabilizzazione e proroga dei contratti di lavoro dei precari della Provincia.
Un atteggiamento d’inaudita e incomprensibile gravità perché si nega a se stessi quello che si chiede ad altri, ai privati, per cui viene da pensare che anche gli ordini del giorno a favore delle vertenze di lavoro si votano solo perché un o.d.g. non si nega a nessuno, in particolare quanto in aula ci sono centinaia di lavoratori interessati. Chiediamo: che credibilità si può avere nel richiedere ad un imprenditore privato di non licenziare quando si è i primi a farlo?
Grave il non aver voluto valutare serenamente le argomentazioni e le motivazioni, esposte con forza e senza strumentalizzazioni da parte dei Gruppi di Minoranza, addirittura assurdo il non accettare di approfondire in sede di Commissione Consiliare o attraverso una Commissione Paritetica l’eventualità di una possibile proroga dei contratti di lavoro in scadenza al 31/12/2010.
Questo significa che per oltre 100 lavoratrici e lavoratori c’è il rischio del licenziamento, che oltre 100 famiglie in un attimo si troveranno senza un reddito e una prospettiva dopo anni di prestazioni lavorative qualificate ed essenziali per il funzionamento ordinario e straordinario dell’Ente.
Un altro dramma sociale che si aggiunge a quello già tremendamente pesante che sta vivendo L’Aquila e l’intero territorio provinciale per la ferita inferta dal sisma e dalla crisi del sistema produttivo ed economico.
Siamo stati accusati di voler alimentare delle facili e illusorie aspettative al personale interessato e, nello stesso tempo, la Maggioranza avvia nuove selezioni per l’assunzione di nuovo personale a tempo determinato (avviso pubblico del 3 novembre 2010), assume personale di staff (portaborse) -a iosa e autisti personali esterni lasciando inutilizzati quelli interni.
Dalla discussione di ieri è emersa chiara la volontà della Maggioranza, in particolare da parte del Presidente, di procedere con una forma di spoil system: mandare a casa molti degli attuali precari e dotarsi di nuove graduatorie dove attingere altro e, forse, “gradito” personale a tempo determinato.
Non si gioca in questo modo con le persone e un cambio di Amministrazione non può significare mettere in discussione le prospettive di vita, il futuro delle persone, colpendole nel bene più prezioso: il lavoro.
Per quanto riguarda i nostri Gruppi, porteremo avanti, con forza e decisione, in tutte le sedi possibili, la battaglia in difesa dei livelli occupazionali interni come per quelli esterni.
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