L’AQUILA – Sale l’apprensione tra i circa cinquanta dipendenti a tempo determinato degli Uffici speciali per la ricostruzione post-terremoto del 2009 dell’Aquila (Usra) e del cratere (Usrc), per i quali ancora non vengono stanziate le risorse necessarie al rinnovo dei contratti.
“Il problema ad oggi è quello della copertura economica dell’assistenza tecnica per l’anno 2019, che va risolto nei mesi precedenti all’inizio del nuovo anno. È una cosa che dovremo risolvere coi vari enti oltre che con il governo”, commenta l’ingegner Raniero Fabrizi, a capo di entrambi gli uffici.
In passato, il processo propedeutico alla proroga dei contratti è durato mesi a causa della complessità delle procedure e dei tempi coi quali il Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) si riunisce e stanzia risorse.
Il tema sarà portato all’attenzione del tavolo istituzionale, che chiederà un incontro formale al Governo, convocato per lunedì prossimo dal presidente reggente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, dove si parlerà anche della vicenda delle tasse da restituire, con il termine per la presentazione della documentazione, prorogato al 31 dicembre, che si avvicina inesorabile.
“Il problema c’è, a quattro mesi dall’insediamento del governo giallo verde non abbiamo riferimento per il sisma e la ricostruzione. Non c’è più un sottosegretario con la delega che si occupi dei tre terremoti del 2009 dell’Aquila e del 2016 e 2017 del centro Italia. Si vuole nominare un commissario, ma solo per il secondo sisma”, ha spiegato Lolli, a margine di una conferenza stampa all’Aquila.
“Non c’è più un interlocutore del Governo con cui confrontarsi”, dice ancora Fabrizi, “non essendoci un sottosegretario con la delega”.
Intanto, una soluzione tampone potrebbe arrivare dai Comuni: “Occorre vedere se nel frattempo possono anticipare le somme per garantire gli stipendi dei precari”, dice il titolare di Usra e Usrc.
La giunta comunale dell’Aquila, intanto, nei giorni scorsi ha deliberato la proroga, fino al 31 dicembre 2020, dei 37 contratti a tempo determinato per il personale assunto dall’ente sulla base della normativa emergenziale.
Mentre resta appeso il tema degli stipendi dei 72 addetti degli Uffici territoriali della ricostruzione (Utr), che secondo un parere dell’Avvocatura regionale vanno equiparati a quelli di Usra e Usrc per evitare pericolosi contenziosi: una riunione tra Fabrizi, sindacati e rappresentanti dei lavoratori, martedì scorso, non è stata dirimente.
“Il sisma dell’Aquila è scomparso dal radar del Governo. Non ne faccio una questione politica, ma un richiamo come comunità locale”, ha fatto osservare Lolli, “siamo arrivati a metà settembre e non abbiamo la più pallida idea di ciò che avverrà per la governance del nostro territorio. Non sappiamo se ci sarà un sottosegretario alla Ricostruzione, in sostituzione di Paola De Micheli, che possa osservare da vicino la situazione aquilana e prendere i conseguenti provvedimenti, sulla scorta delle indicazioni e delle richieste che arrivano dal territorio”.
Sul tappeto anche la successione di Giampiero Marchesi alla guida della Struttura tecnica di missione di Palazzo Chigi, che a circa dieci giorni dalla scadenza del suo incarico non ha ancora un sostituto.
Alla riunione di lunedì ci saranno il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, il presidente dell’Ance, Adolfo Cicchetti, i delegati di Confindustria, Api, Cna, Confcommercio, il rappresentante dei sindaci del cratere, i segretari provinciali di Cgil, Cisl, Uil e i presidenti degli ordini professionali.



