L’AQUILA – “La campagna di vaccinazione anche nella provincia dell’Aquila sta decollando, e tra le categorie interessate stanno crollando i contagi: se saranno garantite le dosi sufficienti, con l’ingresso in servizio di nuovo personale, la moltiplicazione dei punti di somministrazione, cosa che sta già avvenendo, ritengo che a inizio autunno con 2.500 dosi quotidiane in questa provincia, 10.000 in Abruzzo, potremo centrare l’obiettivo di raggiungere il 70% della popolazione, ovvero l’immunità di gregge”.
C’è anche chi, nelle cupe giornate della terza ondata della pandemia, con il governo che si prepara a nuove strette, invita all’ottimismo, a moltiplicare gli sforzi, perché la luce è in fondo al tunnel: è il dottor Enrico Giansante, 64 anni, direttore del Servizio di Igiene, epidemiologia e sanità pubblica della Asl provinciale aquilana, intervistato in diretta streaming da Abruzzoweb.
Assicura innanzitutto Giansante: “i vaccini funzionano, questo oramai è indiscutibile: già da ora più ci si vaccina e più questo maledetto virus trova barriere, circola e contagia di meno. Lo vediamo negli ospedali, dove oramai la totalità degli operatori sanitari, i primi a partire, sono vaccinati e i contagi sono stati drasticamente abbattuti, come pure si vedono simili segnali incoraggianti nelle Rsa, tra gli insegnanti, nelle forze dell’ordine, e anche nelle carceri dove la campagna è a buon punto”.
Ora il ritmo delle vaccinazioni, in provincia dell’Aquila è di 1.200 dosi giornaliere, per un totale di 26mila, quota parte delle oltre 119mila dosi somministrate su 147.500 disponibili dal vaccino dei di fine dicembre.
“Abbiamo terminato le seconde dosi le secondo dosi operatori sanitari c’è stata una grande risposta, – spiega Giansante – solo un po’ di scetticismo all’inizio, poi è stata la volta delle persone fragili delle Rsa, e siamo molto avanti, le due dosi sono pressoché concluse sia nel territorio aquilano che in quello di Avezzano, verso la conclusione in quello di Sulmona. Abbiamo completato il primo ciclo con le forze dell’ordine come pure per gli insegnanti, stiamo finendo con gli over 55, più quelli che hanno qualche patologia, che non potevano usare il vaccino Astrazeneca Ora la priorità è quella degli ultra ottantenni, una platea di 24mila persone in tutta la Asl, con 14mila prenotazioni: siamo ad un ritmo di 1400 vaccini al giorno, anche con gli attuali ritmi, terminate le altre categorie, riusciremo a superare in tempi brevi questo step fondamentale che interessa la categoria più a rischio”.
Anche perché, spiega Giansante, “il governo ci garantisce che i rifornimenti da fine marzo aumenteranno in modo consistente, e già ci si sta attrezzando per moltiplicare i punti di somministrazione, anche nella nostra provincia, con importante incremento di personale, ricordo solo che stanno entrando in servizio, nella nostra Asl, 48 infermieri che distribuiremo su tutto il territorio, per incrementare le somministrazioni giornaliere, ci sarà l’apporto della Protezione civile e dei volontari. Una grossa mano ce la potrà dare poi l’utilizzo del vaccino Johnson&Johnson, che ha il pregio di essere monodose, e dunque di dimezzare tutta la filiera. In questo modo potremo arrivare a 2.500 dosi al giorni”.
Tocca insomma reggere botta con il distanziamento sociale, “arma di cui ora non possiamo fare assolutamente a meno”.
“Per quanto riguarda i dati che arrivano quotidianamente – spiega Giansante – si può affermare che la situazione in provincia dell’Aquila è migliore rispetto a quella Chieti e Pescara, molto diversa da ottobre e novembre, e voglio credere che ad incidere è stato anche il rispetto delle regole, il fatto che i cittadini hanno imparato la lezione dopo quello che abbiamo vissuto in autunno. L’ospedale covid dell’Aquila ora non è in affanno, grazie anche alla buona organizzazione e ad una struttura a padiglioni che agevola i percorsi differenziati. Così siamo andati in soccorso, come ovvio, e lo dico con orgoglio, alla città metropolitana di Pescara e Chieti, ricoverando numerosi pazienti. Anche gli ospedali di Avezzano sono in una situazione di non emergenza”.
Osserva infine Giansante: “dobbiamo tenere conto che l’area metropolitana di Pescara ha un terzo del nostro territorio e una grande densità di popolazione, ha una stazione importante, il porto e aeroporto, lì è molto più difficile contenere i contagi, spinti ora anche dalle varianti”
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