CHIETI – Il ponte Nuovo sul fiume Sangro  ad Atessa in provincia di Chieti è stato chiuso al transito a ferragosto, a poche ore dal sisma del 5.1. a Montecilfone, nel vicino Molise, nei giorni in cui, dopo il tragico crollo del ponte Morandi di Genova, si sono accesi i riflettori sul pietoso stato dello infrastrutture anche abruzzesi. “Nuovo” infatti il ponte sul Sangro lo è per modo di dire, i pilastri che lo sorreggono sono disallienati e vistosamente usurati.

A decidere di vietare il transito, per due mesi, è stato il presidente della Provincia Mario Pupillo, sindaco di Lanciano, che ad AbruzzoWeb allarga però le braccia, quasi rassegnato. 

“Vuole sapere quanti sono i ponti di nostra competenza: oltre 300, di varie dimensioni – spiega subito Pupillo – e tutti hanno bisogno di controlli e manutenzione, visto che il più ‘giovane’ ha 40 anni di vita. E lo sa quanti chilometri di strade la mia provincia deve gestire? Circa 1.800 chilometri, in buona parte in montagna, e in aree a rischio sismico,  funestati da frane e smottamenti, ma abbiamo a disposizione 1,3 milioni di euro, che diventeranno, dopo tante proteste,  3,5 milioni dal prossimo anno. Risorse che restano una goccia nel mare, visto che per rimettere a nuovo la nostra rete viaria servirebbero 120 milioni, ovvero la cifra governo la stanziato quest’anno per la viabilità di tutte le province italiane…”.

Nello sfogo di Pupillo, il primo dei quattro presidenti di provincia abruzzesi che Abruzzoweb ha inteso interpellare, la dimensione del problema della manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio viario datato e malmesso, su cui Province non possono intervenire, visto che a seguito della famigerata e contestatissima legge Delrio, si sono visti dimezzare fondi e personale, esono stati ridotti ad enti di secondo livello. Ci si mettono poi i tempi biblici delle procedure burocratiche italiane, a rendere difficile trasformare in progetti e poi finalmente in cantieri i pochi soldi che sono in cassa. 

Lunedi è arrivata pure la severa rampogna del sottosegretario di giunta Mario Mazzocca, che ha sollecitato i presidenti di Provincia a trasferire all’Anas oltre 500 chilometri di strade. Decisione assunta dal governo di Paolo Gentiloni ad aprile scorso poco prima delle elezioni, proprio perché si è preso atto dell’evidenza, ovvero che le Province abruzzesi non hanno i soldi per intervenire.

Mazzocca ha anche sollecitato i presidenti di Provincia a terminare l’iter per utilizzare i 100 milioni di euro stanzianti dalla Regione Abruzzo, ancora una volta a favore della viabilità provinciale, attingendo dai fondi Masterplan per il Sud e altre disponibilità.

Pupillo ribadisce che lui sta facendo il possibile su entrambi i fronti, ma aggiunge che questi interventi risolveranno solo in parte il problema.

“Le schede tecniche richieste dall’Anas – premette subito Pupillo – sono molto complesse, ma comuque sono pronte, e saranno consegnate tutte nelle prossime ore. Trasferiremo i tratti di strada più strategici e trafficati, dall’alta valenza turistica, per circa 200 chilometri. Per quello che riguarda i fondi del Masterplan, circa 15 milioni alla nostra Provincia, posso assicurare che nel 2019 partiranno molti dei 150 cantieri che abbiamo pianificato, anche su cui numerosi ponti, tra cui ovviamente anche il ponte Nuovo”. 

Tra le priorità la provinciale 187 “Trignina”, tra San Salvo a Palmoli, ridotta a una mulattiera,
e ancora tratti di viabilità provinciale tra Fraine e Castiglione, tra Villa Santa Maria e Pennadomo, entrambe chiuse per frana, la viabilità provinciale nei comuni di Colledimezzo e Montazzoli, solo per citare qualche intervento. 

“Anche con i fondi a disposizione – tiene però a sottolineare Pupillo – non è per noi facile fare le progettazioni. Rispetto a due anni fa, a seguito della legge Delrio, la Provincia di Chieti aveva 300 addetti, ora siamo 140, e anche gli uffici tecnici si sono sguarniti. Molti ingegneri, preziosi ora più che mai come il pane, sono andati via, ottenendo il trasferimento chi in Regione, chi in Comune, e anche alla Asl e nei Tribunali. Ma le strade sono sempre quelle, 1.800 chilometri, la distanza tra Chieti e Copenaghen…”.