L’AQUILA – È in libreria Politico-Manager Manager-Politico, l’ultimo libro dell’aquilano Salvatore Santangelo, scritto con Nicoletta Lanza e Fabio Padovan ed edito da Franco Angeli.
Il libro esplora la dimensione del coaching politico, uno degli strumenti formativi che meglio consentono di ottenere risultati rapidi e innovativi, che permette di raggiungere gli obiettivi prefissati in modo professionale, organizzato e con poca dispersione di risorse, sia economiche che umane.
“Chiaramente – si legge in una nota – alla base di questo approccio multidisciplinare c’è sempre il tema dell’autenticità, della ‘persona umana’ e del merito”.
Il modello formativo proposto rifiuta l’istruzione calata dall’alto per entrare nella dinamica delle competenze gestionali e sociali; e ciò attraverso una metodologia che favorisce l’apprendimento di comportamenti in grado di “fare la differenza” nell’interpretazione del “ruolo politico”.
Il presupposto è che si apprende più velocemente attraverso l’esperienza e la rielaborazione degli errori commessi, soprattutto quando si sperimentano sul campo nuovi modi di comunicare, nuove strategie di leadership, nuove tecniche di mediazione dei conflitti e infine nuovi metodi per organizzare e gestire il proprio e l’altrui tempo.
L’idea principale quindi è quella di porre l’individuo al centro della propria formazione, attraverso un approccio che ha lo scopo di educarlo e formarlo per acquisire le competenze trasversali e gestionali, complementari a quelle specifiche e tecniche, nonché all’informazione di tipo socio-politico-economica.
Anche perché è sempre più evidente che nella nostra società sta emergendo una grande sete d’identità, in difesa delle specificità culturali e del diritto delle persone a esercitare il controllo sulla propria vita e sul proprio ambiente, come risposta ai processi di omologazione e di sradicamento che hanno privato di ogni riferimento i contesti sociali.
Una ricerca di quello che Franco Battiato ha definito come “un centro di gravità permanente”, una dimensione profonda entro cui formulare giudizi e costruire una vita che abbia un proprio senso e un proprio scopo. Per gli autori del volume, “l’artificialità e lo stereotipo cozzano direttamente contro tutto ciò. Mentre il talento e i valori lo nutrono”.
Un’originale risposta all’attuale crisi delle classi dirigenti del nostro Paese.



