L’AQUILA – “La politica deve essere in grado di riformarsi da sé e non attendere che arrivino le inchieste giudiziarie”.

Il senatore teramano del Popolo della libertà Paolo Tancredi, ai microfoni di AbruzzoWeb, dice la sua su costi della politica, crisi dei partiti, legge elettorale e terremoto.

“Il rinnovamento deve essere reale, non bastano alcune parole d’ordine – sottolinea – Franco Fiorito (l’ex capogruppo del Pdl nel Consiglio regionale del Lazio accusato di aver utilizzato per scopi privati fondi pubblici, ndr) era uno di quelli che tirava le monetine a Bettino Craxi sotto l’hotel Raphael, ha fatto il sindaco, è giovane ed è stato plurivotato, nonostante ciò si è visto cosa ha fatto”.

“La legge elettorale così com’è non funziona – afferma Tancredi – ma che sia il principale problema italiano della politica è una bugia, le questioni vere sono la modifica di un assetto istituzionale vecchio, la riforma dei partiti, la modalità di selezione della classe dirigente”.

Il Pdl, per Tancredi, “ha perso lo slancio della stagione congressuale, dove c’era stata una grande partecipazione di iscritti”.

L’ultima domanda è sul sisma che ha colpito L’Aquila e il cratere. Il grande problema di questi giorni è trovare altre risorse per la ricostruzione, visto che i soldi liquidi stanziati stanno per finire. Da questo punto di vista Tancredi gode di un osservatorio privilegiato: la commissione Bilancio di palazzo Madama, di cui è segretario.

“Basta con il rimpallo di responsabilità che non erano solo del commissario, Gianni Chiodi, ma erano diffuse sul territorie – dice il senatore – adesso serve una nuova strategia, la ricostruzione ha avuto luci e ombre, ma è ora di guardare avanti, bisogna mettere in campo tutte le idee, siano esse di centrodestra o centrosinistra”. (pi.bi.)