GISSI – È morto ieri, 19 luglio, Remo Gaspari, più volte ministro democristiano, leader del Dc in Abruzzo. Qualche giorno fa aveva compiuto 90 anni. Il decesso è stato scoperto intorno alle 10 dalla donna macedone accudiva Gaspari nella sua casa di Gissi (Chieti).
Aveva appena compiuto 90 anni e in una solenne cerimonia a palazzo dell’Emiciclo gli era stata conferita la Medaglia Aprutium.
A trovare l’ex ministro privo di vita è stata la badante. Erano le 9,45 quando la donna, una signora macedone, è arrivata a casa, ma non ha sentito come di consueto la voce di Gaspari.
È andata in camera e ha trovato l’ex ministro sul letto, ormai privo di vita.
Un malore lo aveva stroncato nella notte.
A Gissi stanno arrivando amici ed ex compagni di partito da tutta la regione.
I funerali si terranno, domani giovedì 21, alle 11 a Chieti, dopodiché la salma sarà traslata a Gissi per una nuova esequia. Intanto il sindaco del suo paese ha decretato per dopodomani il lutto cittadino.
Tra i tanti messaggi di cordoglio, spicca quello del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che in una lettera alla famiglia ne ha ricordato la figura: “si dedicò con grande passione e responsabile impegno fin dai primi anni del dopoguerra alla vita politica e al servizio delle istituzioni repubblicane”.
I FUNERALI GIOVEDI’ A CHIETI
I funerali di Remo Gaspari saranno celebrati giovedì 21 a Chieti, nella cattedrale di San Giustino, dall’arcivescovo di Chieti, Bruno Forte. Lo ha annunciato il figlio del politico scomparso, il chirurgo Lucio Gaspari, che ha appreso la notizia della scomparsa del genitore in Calabria, dove era in vacanza, ed è subito ripartito per Gissi.
“Oggi è venuto a mancare un esempio di virtù politica e democratica – ha detto Lucio Gaspari all’Ansa – che ha fatto la storia dell’Abruzzo nei lunghi anni di attività da parlamentare e da uomo di governo”.
Il figlio si è detto favorevole all’offerta del Consiglio regionale di allestire la camera ardente all’Aquila: “È una cosa giusta; appena arriverò vedremo il da farsi per onorare papà e consentire agli abruzzesi di dargli l’ultimo saluto”.
In Consiglio regionale è stato dato l’annuncio che la camera ardente si terrà domani nella sede della Provincia di Chieti.
GISSI PROCLAMA IL LUTTO CITTADINO
GISSI – Lutto cittadino a Gissi (Chieti) in occasione dei funerali di Remo Gaspari.
Lo ha deciso il sindaco di Gissi, Nicola Marisi.
Dopodomani, dopo i funerali solenni nel duomo di San Giustino a Chieti, fissati alle 11, ci sarà un’altra cerimonia religiosa, proprio a Gissi, dove il feretro dell’ex ministro sarà traslato.
Alle ore 16 le seconde esequie saranno celebrate nella chiesa di San Bernardino, dove Gaspari andava a messa tutte le domeniche quando era in paese.
La salma dell’uomo politico è esposta dalle 15 di oggi nella sala consiliare di Gissi, trasformata per l’occasione in camera ardente.
Tutta la notte ci sarà una veglia funebre prima del trasferimento, domani mattina a Chieti.
DIECI GIORNI FA LA PARTECIPAZIONE A UN CONVEGNO A CHIETI
Remo Gaspari aveva preso parte il 9 luglio scorso a Chieti a un convegno organizzato in suo onore dal presidente della Provincia, Enrico Di Giuseppantonio.
In serata a Gissi lo aveva festeggiato l’amministrazione comunale di Gissi (Chieti), con una cerimonia voluta dal sindaco, Nicola Marisi.
Come un fiume in piena, ancora lucidissimo, aveva ricordato la sua storia, partendo dal ricordo del papà emigrato in America e della madre che, ricordava con un filo di tristezza, non gli aveva mai dispensato un sorriso di troppo.
Gaspari aveva da allora sempre tenuto fede all’appello del padre, che lo pregava di non dover mai chiudere la casa di Gissi. Così è stato negli anni, con la casa del centro sempre meta di migliaia di persone, di amici, conoscenti e avversari politici, tutti in coda per un saluto, un consiglio, o l’invocazione per un posto di lavoro.
Punto di riferimento per tutti i politici abruzzesi, di quasi tutti gli schieramenti, Gaspari non aveva mancato di sottolineare, nei giorni scorsi, alla cerimonia di consegna del premio Aprutium conferitogli dal Consiglio regionale, i suoi timori per il futuro della regione.
Fino all’ultimo ha spronato la classe dirigente a essere meno autoreferenziale e più attenta ai bisogni della comunità.
Con la morte di Remo Gaspari, con la chiusura del suo domicilio di Roma, meta anch’esso di un continuo viavai di abruzzesi, la regione vedrà mancare un punto di riferimento sicuro.
IL DOMESTICO PACHISTANO, LA GOVERNANTE MACEDONE E L’AUTISTA LUCANO
VASTO – Khan Banaris, il domestico pachistano, Ami, una donna macedone, governante, Rocco Mente, l’autista lucano. Non sono soltanto gli abruzzesi a rimpiangere la scomparsa di Remo Gaspari.
Questa mattina, al capezzale dell’uomo politico c’erano loro, i fedelissimi dell’ex ministro.
A trovare Gaspari senza vita sono stati proprio i due stranieri, che si occupavano della gestione quotidiana nella casa di corso Vittorio Emanuele II.
“Sono pachistano – ha detto Banaris – ma da quindici anni mi occupavo di sua eccellenza e ormai ho la cittadinanza italiana. A trovarlo senza vita è stata la signora Ami, da qualche tempo con noi, che, non vedendolo uscire dalla stanza, ha bussato alla porta, trovandolo morto. Mi aveva confidato di non voler soffrire prima di morire: il Signore lo ha accontentato”.
Lucano era invece l’autista di Gaspari, Rocco Mente, originario di Anzi (Potenza).
“Anche nei giorni scorsi l’ho accompagnato dappertutto – ha detto commosso – alle feste per i suoi 90 anni, ma anche a Roma e a Isernia. Ha lavorato fino all’ultimo, rispondendo personalmente a tutti quelli che gli scrivevano, non meno di duemila persone al mese. Posso dirlo io che l’ho accompagnato su e giù per l’Italia dal ’73: l’Abruzzo perde un gigante della politica”.
I SUOI ULTIMI GIORNI, LA GITA A ISCHIA E LA SOFFERENZA PER LA CHIUSURA DELL’OSPEDALE DI GISSI
Remo Gaspari ha vissuto intensamente, come tutta la vita, anche l’ultimo scorcio della sua esistenza terrena.
Prima dei festeggiamenti per i suoi 90 anni, domenica scorsa, l’uomo politico era andato a Ischia, meta consueta per un breve soggiorno di cura, dove aveva pure avuto un piccolo incidente: inciampando su una mattonella, era caduto, senza gravi conseguenze.
A rivelarlo, affranti dal dolore, il cardiologo di fiducia, Giuseppe Di Marco, di Vasto (Chieti) e la moglie Elvira, tra i primi ad accorere stamane al suo capezzale.
“Morte improvvisa”, così ha classificato il decesso proprio il professor Di Marco.
“Gaspari mi aveva telefonato proprio ieri pomeriggio – ha detto la signora Di Marco – confermando che sarebbe venuto da noi sabato prossimo a Vasto. Pensate, avrebbe portato tre cravatte a uno dei miei figli, perché quella del matrimonio non gli era piaciuta”.
È morto sereno, Gaspari, anche se un cruccio l’aveva: “È così – dice Angelora Di Risio, dirigente della farmacia del presidio ospedaliero Vasto-Gissi – non riusciva ad accettare la chiusura dell’ospedale di Gissi, il suo ospedale. Un’umiliazione inaccettabile”.
IL PRESIDENTE NAPOLITANO: ”PASSIONE E IMPEGNO AL SERVIZIO DELLE ISTITUZIONI”
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, appresa con profonda tristezza la notizia della scomparsa dell’onorevole Remo Gaspari, ha espresso in un messaggio alla famiglia i suoi sentimenti di partecipe cordoglio.
“Parlamentare di lunga esperienza ed esponente di spicco della Democrazia cristiana, si dedicò con grande passione e responsabile impegno fin dai primi anni del dopoguerra alla vita politica e al servizio delle istituzioni repubblicane”, ha scritto Napolitano.
“Per lunghi anni autorevole ministro in differenti compagini governative – ha aggiunto il presidente della Repubblica – egli ha saputo offrire un significativo contributo allo sviluppo civile ed economico dell’Italia, continuando a prestarvi sempre vigile attenzione, e riservando un particolare impegno per il progresso della sua amata terra d’Abruzzo”.
SCHIFANI: “CI LASCIA UN ABRUZZESE INNAMORATO DELLA SUA TERRA”
“Con profonda tristezza ho appreso la notizia della scomparsa di Remo Gaspari, esponente di primissimo rilievo della Democrazia Cristiana per oltre trent’anni. Deputato e Ministro della Repubblica seppe coniugare la necessità dello Stato con le richieste della base rapportandosi con umiltà, vicinanza e saggezza agli uomini e alle donne della sua terra e dell’intero Paese”.
Così il presidente del Senato, Renato Schifani, nel telegramma inviato alla famiglia di Remo Gaspari.
“Ci lascia il ricordo di un abruzzese innamorato della propria terra alla quale dedicò una vita di passione politica e impegno civile. Alla famiglia – conclude il presidente del Senato – giunga il mio pensiero di vicinanza unitamente a quello di tutti i colleghi senatori”.
CHIODI: ”SIGNORE NELLO STILE, PRAGMATICO NEL FARE”
“Non è mai facile esprimere i pensieri e i sentimenti che ti attraversano quando se ne va un uomo della levatura morale e culturale di Remo Gaspari. Un signore nello stile e nel confronto con gli altri, dotato di grande umanità e disponibilità all’ascolto, un pragmatico del fare che è riuscito a lasciare un’impronta indelebile. Il suo esempio, ne sono certo, non sarà mai dimenticato”.
Così il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, commenta la scomparsa dell’ex ministro Remo Gaspari.
“L’Abruzzo intero in questi anni ha nutrito grande ammirazione nei suoi confronti – prosegue – un uomo di assoluto rilievo nella storia della politica italiana che tanto ha saputo dare alla sua regione dal punto di vista umano e politico con la sua encomiabile attività. Un contributo forte per la crescita sociale, culturale ed economica dell’Abruzzo in tempi sia pure diversi dai nostri in un Abruzzo del passato caratterizzato da una trasformazione da agricola a territorio industriale e del terziario. I suoi moniti, comunque, rappresentino un esempio per tutti. Il nostro impegno oggi deve essere quello di riportare questa regione, a cui Gaspari era indissolubilmente legato, al massimo sviluppo, come egli stesso avrebbe voluto”.
E conclude: “Alla famiglia vanno le mie più sentite condoglianze e quelle dell’intera comunità abruzzese che mi onoro di rappresentare”.
QUAGLIARELLO (PDL): ”FECE DELL’ABRUZZO LOCOMOTIVA DEL SUD”
“Scompare con Remo Gaspari un protagonista della vita istituzionale del nostro Paese, espressione di una politica di altri tempi ma uomo dalla grande apertura e in grado di vedere più lontano degli altri. Gaspari fece dell’Abruzzo la locomotiva del Sud, e anche nelle diverse vicissitudini che la sua terra ha attraversato negli ultimi anni non ha mai fatto mancare il suo consiglio e la sua benevolente vicinanza. Di un uomo come lui sentiremo tutti la mancanza”.
Lo dichiara Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del PdL al Senato.
SACCONI: ”PROTAGONISTA DELLA RICOSTRUZIONE INDUSTRIALE”
“Scompare con Remo Gaspari un protagonista degli anni della ricostruzione e dello sviluppo industriale”.
Lo afferma, in una nota, il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, aggiungendo che “la terra d’Abruzzo, in particolare gli è debitrice di una industrializzazione sostenibile, quale è testimoniata da casi come Siv o Sevel, e di una adeguata infrastrutturazione”.
“Lo ricordo con stima sincera”, conclude Sacconi.
CICCHITTO: ”UNA GRAVISSIMA PERDITA”
“La morte di Remo Gaspari è una gravissima perdita. Partendo da un solido orientamento politico, quello democratico cristiano, egli aveva un profondo rapporto con l’Abruzzo e gli abruzzesi, curando da un lato, con la sua anima di sinistra, forti impegni programmatici sul piano degli investimenti industriali e sul terreno delle opere pubbliche e dall’altro avendo profondi rapporti con i singoli cittadini, le famiglie, le associazioni. Aveva anche il senso e il gusto delle alleanze politiche. Ho avuto l’onore di conoscerlo in modo non superficiale e di confrontarmi con le sue riflessioni”.
Lo afferma Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera.
CASINI, CESA E BUTTIGLIONE: ”UOMO RETTO E INNAMORATO”
“Apprendiamo con profonda commozione la notizia della morte dell’amico Remo Gaspari, storico esponente della Democrazia cristiana che in tanti anni di incarichi di governo ha servito la nostra Repubblica con grande dignità e onestà. Resterà sempre vivo in noi il ricordo di un uomo retto, innamorato della sua terra, l’Abruzzo, e che ci ha onorato fino all’ultimo giorno con i suoi buoni consigli e la sua fraterna amicizia. Alla famiglia di Gaspari le più sentite condoglianze da parte di tutta l’Udc”.
Lo affermano in una nota congiunta il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, il segretario Lorenzo Cesa e il presidente Rocco Buttiglione, a nome di tutti gli organi del partito.
ROTONDI: ”IL PIU’ LUCIDO TESTIMONE DELLA DC”
“Scompare con Remo Gaspari il più lucido testimone della Democrazia Cristiana. Aveva festeggiato da pochi giorni i 90 anni raccogliendo testimonianze d’amore e gratitudine da tutti. Fu protagonista del decollo dell’Abruzzo, ministro onesto, umile e competente. Fu l’unico a votare contro lo scioglimento della Dc. Penso che sia difficile non dirgli grazie prima ancora di ricordare la sua lunghissima avventura umana e istituzionale”.
Così il ministro Gianfranco Rotondi ricorda la figura dell’ex leader democristiano Remo Gaspari scomparso questa mattina.
BONANNI (CISL): ”SEMPRE LUCIDISSIMO”
“La scomparsa di Remo Gaspari è un fatto che ci addolora tantissimo. È una grave perdita per gli abruzzesi e per quanti ne hanno potuto apprezzare le doti politiche e umane”.
È quanto dichiara il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni.
“Lo avevo visto appena una settimana fa in Abruzzo in occasione del suo novantesimo compleanno e mi era sembrato lucidissimo, in ottime condizioni di salute. Gaspari è stato sempre per me un punto di riferimento per il suo equilibrio, la sua saggezza e per il suo rinnovato impegno per le infrastrutture e lo sviluppo produttivo dell Abruzzo e del mezzogiorno. Era un vero galantuomo, sempre vicino alla gente, alle associazioni, alle persone più bisognose. Lascia sicuramente un grande vuoto nella politica italiana. Ci mancherà moltissimo. Alla famiglia di Gaspari voglio esprimere il mio cordoglio personale e quello di tutta la Cisl”.
IL RICORDO DELLA CAMERA DEI DEPUTATI
L’aula della Camera ha tributato un minuto di silenzio ed un applauso unanime in onore di Remo Gaspari, l’ex ministro democristiano scomparso oggi.
Il ricordo di Gaspari è stato sollecitato dal leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini.
“In un momento in cui la classe politica viene definita ‘casta’, è importante ricordare in Gaspari un esempio di onestà, lealtà e pulizia per tutti noi”, ha detto Casini.
“Se ne va un grande e integerrimo uomo politico, certamente uno dei principali protagonisti della vita politica italiana. Remo Gaspari ha rappresentato la migliore espressione di quella classe dirigente democristiana che ha sapientemente e pazientemente costruito le condizioni per la crescita economica, sociale e culturale del nostro Paese. Uomo unanimemente amato e stimato, lascia un segno indelebile e una testimonianza luminosa. Ai familiari di Gaspari, esprimiamo il cordoglio dei militanti e dei parlamentari di Noi Sud.”
Lo ha affermato Arturo Iannaccone, segretario nazionale di Noi Sud e deputato di Popolo e territorio.
“A nome mio personale e di tutti i deputati di Popolo e territorio esprimo profondo cordoglio per la scomparsa di Remo Gaspari, storico esponente della Dc che ha servito per molti anni lo Stato e il paese con onestà e passione”.
Lo ha detto Silvano Moffa, capogruppo di Pt a Montecitorio, ricordando di Gaspari in particolare “il suo forte legame con l’Abruzzo e con tutto il Mezzogiorno. Ai suoi familiari va un pensiero affettuoso di vicinanza insieme alle nostre più sentite condoglianze”.
IL CONSIGLIO REGIONALE RICORDA ‘ZIO REMO’
“Zio Remo non c’è più”. Così il presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano ha annunciato la scomparsa di Remo Gaspari in apertura della seduta all’Emiciclo. “Una grande perdita per l’Abruzzo – ha aggiunto Pagano – che oggi piange uno dei suoi uomini più illustri. Con la sua morte scompare un pezzo di storia della nostra regione. È stato un politico che ha favorito la crescita economica dell’Abruzzo. Egli ha guidato la nostra regione con determinazione, facendola passare da una struttura rurale ad uno straordinario modello di sviluppo economico”.
“Parlando con i colleghi – ha detto ancora Pagano – è emersa l’idea di chiedere alla famiglia e al sindaco di Gissi di traslare la salma nell’aula del Consiglio per l’allestimento della camera ardente”.
Dopo il presidente del Consiglio, la figura di Gaspari è stata ricordata anche da Antonio Prospero (Rialzati Abruzzo), Antonio Saia (Comunisti italiani), Walter Caporale (Verdi), Camillo D’Alessandro (Pd), Carlo Costantini (Idv), Lanfranco Venturoni (Pdl) e Antonio Menna (Udc).
ARGIRO’: ”TESTIMONE DI UN’EPOCA DI SVILUPPO PER L’ABRUZZO”
“Profondo cordoglio per un uomo che ha dato tanto all’Abruzzo e al Vastese”.
Lo esprime il consigliere regionale e presidente della Quarta Commissione Nicola Argirò (Pdl), alla notizia della morte di Remo Gaspari.
“Lo scomparsa di Gaspari segna la fine di un’epoca – aggiunge Argirò – caratterizzata da una stagione di grande sviluppo di tutta la Regione e, in particolare, dell’area del Vastese”.
“Quando mio padre giunse a San Salvo – ricorda Argirò – la zona era poco più che una palude, oggi è una delle realtà più industrializzate dell’Abruzzo e lo si deve in gran parte all’opera dell’ex ministro”.
“Rimane la consolazione – conclude l’esponente del Pdl – che il Consiglio regionale abbia fatto in tempo, attraverso il conferimento della medaglia Aprutium, a omaggiare un grande abruzzese che ha sempre improntato la sua attività politica per il bene della sua terra, indistintamente”.
LOMBARDI: “LAVORAVA SEMPRE, ANCHE IN VACANZA”
La notizia della scomparsa dell’ex ministro Remo Gaspari ha colto di sorpresa l’ex senatore e sindaco dell’Aquila, Enzo Lombardi.
“Lo apprendo da voi – commenta l’ex esponente della Dc -. La morte di Gaspari è una notizia che giunge inaspettata, soprattutto perché è stato molto attivo fino a qualche giorno fa”.
“Gaspari nella sua vita ha sempre compiuto scelte repentine ma azzeccate, e anche il modo in cui se n’è andato rispecchia perfettamente il suo carattere”.
Tra i tanti aneddoti legati al suo percorso politico che inevitabilmente si è incrociato quello dell’ex ministro di Gissi (Chieti) Lombardi ne sceglie uno:
“Ricordo che non smetteva mai di lavorare, nemmeno in quando era in vacanza. Riceveva le persone nell’albergo di Vasto Marina (Chieti) anche in calzoncini corti, se necessario, mentre i suo interlocutori, ovviamente, erano vestiti tutti in giacca e cravatta. Riusciva, però, a mettere tutti a proprio agio”. (g.a.)
PD PESCARA: ”UOMO ONESTO E CORRETTO”
“L’unione comunale di Pescara ricorda con stima la figura dell’onorevole Remo Gaspari, che, con il suo impegno politico, sobrio e misurato, ha segnato profondamente la storia dell’intero Abruzzo. La nostra comunità gli deve molto e ricorderà sempre con infinito affetto questo uomo onesto e corretto. Ci auguriamo che la sua vita sia da esempio alle future generazioni di politici”.
È quanto afferma il segretario cittadino del Partito democratico Stefano Casciano.
TENAGLIA (PD): ”PROTAGONISTA STAGIONE BUONGOVERNO”
“La scomparsa dell’onorevole Gaspari costituisce un’enorme perdita per l’Abruzzo e per l’Italia. Gaspari è stato il protagonista principale dell’uscita dell’Abruzzo dalla povertà e dall’arretratezza e ha contribuito allo sviluppo economico, sociale e industriale dell’intero territorio. Grazie a lui, ancora oggi, l’Abruzzo è capofila delle regioni meridionali. La stagione politica che ha visto Gaspari come protagonista è stata la stagione del buongoverno, dell’onestà e della capacità di utilizzare proficuamente le grandi risorse economiche che in quell’epoca erano a disposizione della politica. Esprimo il mio grande cordoglio alla famiglia nel ricordo di un esempio importante e decisivo per tutti coloro che svolgono funzioni al servizio della collettività”.
Così il deputato democratico abruzzese Lanfranco Tenaglia.
LEGNINI (PD): “E’ STATO UN GRANDE ABRUZZESE”
“Remo Gaspari è stato un grande abruzzese, protagonista di primo piano della fase storica di maggiore crescita economica della nostra regione”.
Lo afferma il senatore abruzzese del Pd Giovanni Legnini.
“Di quella stagione e del suo operato come ministro e leader politico – sottolinea l’esponente democratico – mi piace ricordare la dedizione agli interessi generali, la tensione costante verso nuove conquiste per la propria terra, l’attenzione alle aspettative popolari. Alla sua famiglia indirizzo la partecipazione più sentita per la sua scomparsa. A lui, al di là delle idee politiche di ciascuno, va il nostro tributo e il ringraziamento per tutto ciò che ha saputo realizzare per l’Abruzzo e per l’Italia”.
IL RICORDO DI TOMMASO COLETTI (PD)
“Dalle dieci di questa mattina i telefoni di amministratori, dirigenti di partito e semplici cittadini squillano di continuo. La notizia si diffonde in pochi minuti: è morto Gaspari! Tutti increduli!”.
A ricordare l’ex ministro è il presidente provinciale del Pd di Chieti, Tommaso Coletti.
“L’abbiamo visto – ricorda – alla festa dei novant’anni, pochi giorni fa, pimpante e pieno di voglia di vivere con il suo chiodo fisso che ha esternato a tutti i presenti nella sala consiliare della Provincia di Chieti: ritrovare la strada per far crescere l’ Abruzzo, per dare certezza ai giovani e a quanti sono senza lavoro e si dimenano nelle difficoltà della vita quotidiana. Un richiamo severo alla classe politica, di destra e di sinistra, molto distratta dalle lotte di potere e poco attenta alle reali esigenze della gente”.
“Lo vogliamo ricordare con questo suo pensiero che deve essere di sprono per quanti sono impegnati nella vita pubblica e per quanti hanno a cuore le sorti della nostra terra. La soddisfazione più grande per un politico, sono parole di Gaspari, è vedere crescere la sua terra e le comunità di riferimento. Tutto il Partito Democratico della Provincia di Chieti lo ricorda con grande affetto ed ammirazione e si associa al dolore del figlio e di tutti i suoi parenti”.
DI STEFANO (PDL): “UOMO SEMPRE VICINO ALLA GENTE”
“L’Abruzzo perde un esempio di concretezza e di sobrietà”. Lo afferma il senatore del Popolo della Libertà, Fabrizio Di Stefano commentando la morte dell’ex ministro Remo Gaspari, scomparso a Gissi (Chieti) all’età di 90 anni.
“Ricordo innanzitutto l’uomo sempre vicino alla gente che non si è mai chiuso nella torre d’avorio – aggiunge Di Stefano – e lo affermo da persona che ha scelto da giovanissimo di militare in una parte politica che certo non ha fatto sconti al partito di Gaspari”.
“Inoltre – conclude Di Stefano – di lui rimarrà la testimonianza di un politico fattivo, artefice dello sviluppo e della crescita della sua amata terra, grazie all’autorevolezza conquistata sul campo nell’ambito delle massime istituzioni dello Stato”.
PICCONE (PDL): “PERDIAMO IL PADRE POLITICO DELL’ABRUZZO”
“Perdiamo il padre politico dell’Abruzzo moderno”.
Lo afferma il coordinatore regionale abruzzese del Pdl, senatore Filippo Piccone, dopo aver appreso della scomparsa dell’ex ministro Remo Gaspari.
“Voglio parlarne al presente – aggiunge Piccone – percheé il suo esempio deve continuare a guidare l’operato della classe politica di oggi e del futuro”.
“Il tema dello sviluppo della Regione – sottolinea Piccone – argomento quanto mai attuale, va reinterpretato con la stessa capacità che ha contraddistinto il Gaspari uomo e politico”.
“Gaspari aveva una grande qualità su tutte – prosegue il coordinatore – era innamorato dell’Abruzzo più che di se stesso e del suo partito: questo ha fatto la differenza e questo lo pone sul gradino più alto dei benemeriti della nostra terra”.
TOTO (FLI): ”OSTINATO, CAPARBIO E PREZIOSO”
“Scompare con Remo Gaspari una figura fondamentale per l’Abruzzo. Nel passato, ne è stato per decenni, da parlamentare e ministro della Repubblica, il padre operoso, iperattivo, lungimirante; il tutore indefesso, ostinato, caparbio e prezioso del suo migliore destino, quello di uno sviluppo economico e sociale epocale per la nostra terra”.
Lo ha detto l’onorevole Daniele Toto, coordinatore regionale di Futuro e libertà.
“Nel tempo più recente – ha proseguito l’onorevole – ha interpretato, da par suo, il ruolo di padre nobile e, molto spesso, di coscienza critica per la classe dirigenziale locale, senza eccezioni, che, al di là delle appartenenze e delle sensibilità ideologiche, in lui altro non poteva vedere che un esempio da emulare, un titano della politica e del governo della cosa pubblica cui confrontarsi”.
“Al cordoglio che, vivissimo, tutto l’Abruzzo manifesta per questa tristissima perdita, anzitutto per la sua famiglia ma anche per tutti gli abruzzesi – conclude Toto – si mescola il sentimento dello sconforto la sua irreparabilità e, insieme, la volontà forte di raccogliere, come possiamo, come desideriamo, comunque al meglio di noi stessi, di un testimone di eccezionale e irripetibile valore”.
D’ALESSANDRO (PD): “SIAMO TUTTI UN PO’ PIU’ ORFANI”
“È morto il padre della nostra Regione, ora siamo tutti un po’ più orfani. Ora inizia il suo mito”.
Ad affermarlo il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Camillo D’Alessandro che aggiunge: “Mi auguro che la classe dirigente abruzzese sia all’altezza della sua eredità”.
UGL: “ABRUZZO PERDE UNO DEI SUOI FIGLI MIGLIORI”
“Con Remo Gaspari l’Abruzzo perde uno dei suoi figli migliori”. Lo afferma il segretario confederale Ugl Geremia Mancini che aggiunge: un vero gigante della politica che seppe regalare alla nostra regione prestigio ed attenzione, interpretandone come pochi le reali esigenze”.
“Sono orgoglioso di avergli potuto rendere il giusto merito già nel 2006 con la consegna del ‘moschettiere del lavoro’ che lui accolse con sincera emozione. Un uomo a cui dover dire, aldilà delle appartenenze: giù il cappello! chapeau ‘zio Remo’”.
TESTA: “PERDIAMO UN GRANDE PROTAGONISTA”
“Con la morte di Remo Gaspari l’Abruzzo perde un grande protagonista dello sviluppo della nostra regione”.
Così il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, sulla scomparsa dell’ex ministro che lo scorso 10 luglio aveva festeggiato 90 anni.
“L’ultima volta che ho parlato con Gaspari – ricorda Testa – è stata una settimana fa in occasione della tavola rotonda organizzata a Chieti per rendere omaggio a questo grande testimone della Dc. Dopo il mio intervento durante la festa per i 90 anni, Gaspari mi ha preso in disparte e parlando di mio suocero, originario anche lui di Gissi, mi ha sussurrato all’orecchio: ‘di’ a tuo suocero che sei proprio bravo. Conserverò di lui sempre un bel ricordo”.
DI GIUSEPPANTONIO: “HA SCRITTO LA STORIA DELLA NOSTRA TERRA”
“Penso di interpretare i sentimenti dell’intera comunità della provincia di Chieti esprimendo il cordoglio per la scomparsa di Remo Gaspari”.
Esordisce così una nota del presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio.
“Gaspari – aggiunge – è stato il figlio che meglio ha rappresentato la nostra terra scrivendone la storia. È stato uomo e politico capace, onesto, il protagonista assoluto e ineguagliabile della crescita dell’Abruzzo. Personalmente mi mancheranno i suoi consigli, non dimenticherò mai le sue lettere, le sue telefonate, i suoi suggerimenti. Anche i suoi rimbrotti continueranno a far parte del mio bagaglio: ne ho avuti in passato ma anche dopo la cerimonia per i suoi 90 anni che avevamo organizzato qui in Provincia, lo scorso 9 luglio”.
“Pur essendo fuori dalla politica ormai dal lontano 1992, Gaspari – ricorda il presidente – non ha mai smesso di cercare e trovare una soluzione ai problemi dell’Abruzzo: stavamo organizzando, proprio in questi giorni, un incontro a Roma con il Presidente dell’Anas per sollecitare interventi in materia di viabilità a favore della provincia. Ma Gaspari non riceveva solo politici: come nel periodo in cui era Ministro e punto di riferimento assoluto del mondo politico abruzzese, continuava a ricevere tutti, a Gissi come a Roma, ad essere amico degli ultimi, di chi aveva bisogno”.
“Negli ultimi 20 anni utilizzava i soldi della sua pensione da deputato per servire gli altri tenendo aperta una segreteria a disposizione di tutti i cittadini: credo sia un esempio raro, se non unico, di servizio reso da chi non doveva fare più carriera. A me diceva che voleva fino alla morte restituire la fiducia che gli abruzzesi gli avevano dato. Parlando coi lui recentemente, gli ho detto che interpretava bene il messaggio di Papa Paolo VI ovvero ‘La politica è la più alta forma di carità cristiana’”.
“Personalmente sono orgoglioso di essere stato un suo amico e un suo allievo assieme alla quinta generazione dei giovani Dc. Di aver avuto da lui insegnamenti importanti, gli stessi che oggi mi guidano nell’azione politica e che spero diventino patrimonio di una politica che sappia rinnovarsi. Credo che il modo migliore per onorare Gaspari, oggi che non c’è più, sia quello di seguire i suoi insegnamenti, compresi quelli che ha voluto darci in occasione dei suoi 90 anni, riprendere la strada che lui ha tracciato nella speranza di rivedere il suo e il nostro Abruzzo più forte, migliore, l’Abruzzo del benessere e dello sviluppo che lui ci ha consegnato e che, come lui, è entrato nella storia”.
FALCONIO, ”E’ STATO UN COMBATTENTE”
“Ho appreso con sincera commozione la triste notizia della scomparsa di Remo Gaspari con il quale ho condiviso una lunga stagione politica nella Democrazia cristiana”.
Questo il ricordo del presidente emerito della Regione Abruzzo Antonio Falconio che aggiunge: “Una stagione che, con Lorenzo Natali, lo vide protagonista di un lucido disegno di sviluppo e di crescita economica e civile della nostra regione”.
“È stato un combattente e un animatore formidabile e rispettato – prosegue Falconio – un politico onesto e animato da spirito di servizio per la regione e il Paese. Negli incarichi che ho ricoperto nel Consiglio regionale, in Parlamento e, poi, quale presidente della Regione ho sempre potuto contare sui suoi consigli, sulla sua disponibilità umana, mossi da un solo interesse: quello del futuro dell’Abruzzo sul quale egli vedeva incombere le ombre che lo hanno addolorato negli ultimi anni”.
CATONE: “M’INCHINO ALLA SUA MEMORIA”
“Apprendo con sgomento e grande tristezza la notizia della scomparsa di Remo Gaspari, che ha speso tutta la sua vita nel segno degli ideali democratici cristiani e del servizio allo sviluppo non solo dell’Abruzzo ma dell’intero Mezzogiorno”.
Lo dice il sottosegretario all’Ambiente, Giampiero Catone.
“Ne ricordo il senso alto dello Stato, testimoniato nella passione e nella determinazione con la quale ha retto importanti incarichi sia nel governo della Repubblica, sia nel partito, sia nel Parlamento. Protagonista della vita politica per quasi mezzo secolo, Gaspari – aggiunge Catone – sarà particolarmente ricordato con gratitudine e riconoscenza in Abruzzo, dove è stato animatore, propugnatore e realizzatore di una lunga stagione di sviluppo, che consentì alla regione di superare secolari difficoltà e gravi problemi e di raggiungere, prima in Europa, traguardi di eccellenza e condizioni di grande prestigio. Mi inchino alla sua memoria fiducioso che la sua testimonianza di statista e di cristiano non vada dimenticata e perduta”.
ARACU: “SENZA DI LUI ABRUZZO PIU’ POVERO”
“È con profonda commozione e grave turbamento che apprendo della morte di Remo Gaspari, uno delle più alte figure politiche dell’Italia repubblicana che ha rappresentato per lustri, mai come nessun altro, l’intero territorio della sua amata regione Abruzzo. Fino all’ultimo giorno della sua immensa carriera politica, continuata anche a distanza di vent’anni dall’uscita dalla scena istituzionale, si è profuso con sincera passione e concreti risultati per i suoi conterranei, per ognuno dei quali, nonostante i novant’anni, la sua segreteria non aveva orari ed era piu’ famigliarmente diventato ‘lo Zio'”.
“In questo triste momento desidero esprimere la mia vicinanza alla sua famiglia ed ai tantissimi che gli sono stati vicini ed auspico che la sua incommensurabile esperienza umana e politica continuino ad essere d’insegnamento”. E’ quanto dichiara il deputato abruzzese Sabatino Aracu.
IL CORDOGLIO DEL PDCI
“A nome del gruppo regionale del Partito dei comunisti italiani e mio personale esprimo profondo cordoglio per la scomparsa dell’onorevole Remo Gaspari”.
Lo dice il capogruppo Antonio Saia.
“Prestigioso interprete della politica abruzzese e instancabile lavoratore alla cui figura da avversario politico mi inchino con rispetto e sincero rimpianto”, dice infine Saia.
SINDACO TERAMO: ”DISPONIBILE E APPASSIONATO”
“Profondamente colpito dalla scomparsa dell’onorevole Remo Gaspari, formulo i sensi del mio più accorato e partecipato cordoglio”.
È quanto scrive in un messaggio il sindaco di Teramo Maurizo Brucchi.
“Remo Gaspari – aggiunge il primo cittadino – ha infuso in tutti coloro che hanno avuto la fortuna di incontrarlo, il senso della disponibilità, dell’apertura, insegnando che la passione per il proprio compito deve unirsi all’operosità, all’altruismo gratuito, al lavoro instancabile e concreto”.
“L’Italia perde uno dei più importanti artefici della politica del dopoguerra; l’Abruzzo perde uno dei suoi figli migliori, che ha amato questa terra, la sua gente ed ha realizzato per essa opere e percorsi che lo hanno allineato tra le Regioni più progredite negli ultimi 50 anni. Interpreto i sentimenti della città di Teramo – dice infine Brucchi – ed esprimo un comune e diffuso lutto, in parte mitigato solo dalla consapevolezza del bene compiuto in vita, anche per essa, da Remo Gaspari”.
AMICONE: ”IMPAREGGIABILE GUIDA”
“La scomparsa dell’onorevole Remo Gaspari, impareggiabile guida e riferimento per l’intera regione in tutte le sue articolazioni, da quella economico-produttiva a quella politico-istituzionale, rende più tangibile un vuoto di spirito di servizio e amore per l’Abruzzo che fino ad oggi veniva apparentemente colmato dalla sua frequente presenza sull’intero territorio e dai suoi numerosi sermoni a tutta la classe dirigente sul futuro della nostra regione”.
Lo afferma il direttore generale dell’Arta Abruzzo, Mario Amicone.
“Mi auguro – prosegue – che in occasione dell’ultimo saluto al nostro ‘padre putativo’ tutti coloro che in qualsiasi modo possono incidere e determinare le sorti dell’Abruzzo giurino a se stessi e al popolo abruzzese di ispirarsi nella propria azione quotidiana a quei principi di correttezza, onestà e amore che lui, zio Remo, ci ha trasmesso in tanti anni di attività politica e istituzionale”.
SENATORE LUSI (PD): ”ARTEFICE DI POLITICA NON CASUALE”
“Profondo cordoglio per la scomparsa di un uomo che ha contribuito, in modo decisivo, alla storia e allo sviluppo dell’Abruzzo. Il suo contributo al governo del Paese ha dato lustro agli abruzzesi e segnato la via per la classe dirigente di questa nostra terra.”
Così il senatore abruzzese, Luigi Lusi (Pd), ha commentato la notizia della scomparsa di Remo Gaspari.
“Il suo esempio di uomo politico – prosegue Lusi – ancorché in un’altra fase storica del nostro Paese, resta per tutti un esempio di una politica non casuale, pensata e progettata per il bene della sua amata regione abruzzese”.
“In coloro che lo hanno conosciuto e apprezzato – conclude Lusi – resta il ricordo di un uomo che faceva della conoscenza e dell’analisi della realtà dei luoghi, dei fatti e delle situazioni sociali, la base irrinunciabile posta a fondamento delle sue decisioni e delle sue proposte politiche”.
MASCI: ”POLITICO ILLUMINATO”
“L’Abruzzo e l’intero Paese hanno perso un uomo dal segno istituzionale alto, profondo conoscitore del proprio territorio del cui sviluppo si è rivelato il primo e indiscusso artefice. Politico illuminato come pochi, e soprattutto uomo di grande umanità e disponibilità, lascia in tutti noi un grande vuoto”.
Lo ha detto l’assessore regionale Carlo Masci commentando la scomparsa dell’onorevole Remo Gaspari.
PELINO (PDL): ”FIGURA STORICA”
“Con la scomparsa di Remo Gaspari l’Abruzzo perde una figura storica, un uomo delle istituzioni che ha sempre lavorato per la sua terra d’origine e per la quale ha speso la sua intera esistenza”.
È quanto dichiara Paola Pelino, deputato abruzzese del Pdl.
“Da abruzzese sincera gli dico grazie per quello che ha fatto e per tutto quello che ci ha lasciato, rivolgendo in questo momento alla sua famiglia i sensi della mia più viva commozione”.
TAFFO (CONFARTIGIANATO): ”ULTIMO GRANDE UOMO DELLA POLITICA ABRUZZESE”
“A nome di tutto il direttivo di Confartigianato Abruzzo e mio personale, porgo le più sentite condoglianze alla famiglia di Remo Gaspari, l’ultimo grande uomo della politica abruzzese”.
Lo ha detto Angelo Taffo, presidente di Confartigianato Abruzzo, appena appresa la notizia della scomparsa di Remo Gaspari, presidente onorario dell’associazione degli artigiani.
“In questa tristissima circostanza – ha aggiunto Taffo – voglia l’intera classe politica abruzzese ispirarsi al grande senso di responsabilità e alla profonda etica che ha contraddistinto l’attività politica di un uomo che, con il suo incessante impegno, ha contribuito a rendere grande l’Abruzzo e gli abruzzesi tutti”.
DE CECCO FERMA PER UN’ORA STABILIMENTO
Domani mattina negli stabilimenti De Cecco di Fara San Martino e di Ortona, in provincia di Chieti, in segno di lutto sarà interrotta per un’ora la produzione.
Chiusi dalle 9 alle 10 anche gli uffici del centro direzionale di Pescara. Oggi e domani bandiere a mezz’asta in tutte le sedi e gli stabilimenti della De Cecco.
A Fara San Martino domani mattina verrà celebrata una messa in ricordo di Remo Gaspari cui sono invitati a partecipare tutti i dipendenti.
Lo ha annunciato il presidente del Cda del gruppo De Cecco, Filippo Antonio De Cecco.
“L’onorevole Remo Gaspari – ha detto De Cecco – ha intuito e interpretato, con grande capacità e intelligenza, quella voglia di una regione, come l’Abruzzo, che, nel dopoguerra, voleva disperatamente lasciarsi alle spalle la povertà e l’isolamento geografico e culturale”.
“Il passaggio da ‘regione di pastori ed emigrati’ a regione dello sviluppo industriale, prima, e del terziario, dopo – ha aggiunto – lo si deve anche al suo straordinario impegno, fatto di acume e intelligenza politica. Gli industriali abruzzesi e dell’intero Meridione perdono un grande amministratore, che aveva capito da subito, quando le macerie della guerra erano ancora fumanti, che la via per il riscatto sociale ed economico non poteva che passare attraverso lo sviluppo”.
“E proprio lo sviluppo, termine ormai pressoché scomparso dall’agenda della politica – ha osservato De Cecco – è stata la bandiera issata da Remo Gaspari sul suo Abruzzo, fino a portarlo, prima Regione d’Europa, già nel 1994, ad uscire dal novero delle aree svantaggiate. Il gruppo De Cecco perde un alleato prezioso, una persona disponibile e sempre pronta a lavorare per la sua gente. La famiglia De Cecco perde un grande amico, fu lui a sostenere e spingere il nostro Giustino De Cecco, presidente della Consiglio regionale e sindaco di Pescara, all’impegno nella gestione della cosa pubblica”.
EX PRESIDENTE PACE: ”IMPEGNATO PER RISCATTO REGIONE”
“Rendo il mio omaggio a Remo Gaspari, scomparso a novanta anni, la metà dei quali vissuti in Parlamento a rappresentare l’Abruzzo e nel governo della Nazione. Gaspari, lungo questo suo impegno, umano e politico, ha pensato alla regione che rappresentava, al suo riscatto: voleva fortemente che crescesse, conoscendone le risorse. Certamente, non ha mai pensato al suo personale interesse. La sua è una storia degna di essere riletta”.
È quanto affermato dal presidente emerito della Regione Abruzzo, Giovanni Pace.
PAOLUCCI (PD): ”PROTAGONISTA DI STAGIONE CHE PRESENTA LUCI E OMBRE”
“Remo Gaspari è stato uno degli indiscussi protagonisti della crescita economica e sociale dell’Abruzzo, figlio di una terra povera e capace di vivere una lunga stagione politica all’insegna della sobrietà, senza strascichi giudiziari, senza lussi né sfarzi. Quella stagione politica tuttavia resta con forti luci ed ombre e susciterà ancora vivo dibattito”.
Questo il commento del segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci.
MANTINI (UDC): ”ERA ANCORA IL PIU’ LUCIDO”
“Da ragazzo contestavo Remo Gaspari ed un sistema clientelare che mi appariva iniquo. Nel corso degli anni non ho cambiato idea su certi effetti perversi ma ho compreso meglio il valore degli uomini e il senso profondo della politica popolare nella storia nazionale. Remo Gaspari è stato un protagonista della storia d’Italia negli anni della crescita e della speranza, un interprete autorevole ed esemplare della politica democristiana, del legame concreto tra popolo e istituzioni”.
Lo ha detto l’onorevole Pierluigi Mantini, dell’esecutivo nazionale dell’Udc.
“Avvocato, con una vasta cultura umanista, arricchita da un’acuta intelligenza e da una profonda saggezza popolare, – ha aggiunto – è stato a lungo parlamentare e ministro con una dignità e una sobrietà oggi rare e con notevoli capacità politiche e di governo. L’autostrada Roma-L’Aquila, le mille opere e i mille aneddoti su ‘zio Remo’, sono parte imprescindibile della storia dell’Abruzzo. Un anno fa ho fatto con lui un convegno sui temi del terremoto, era ancora il più lucido”.
SINDACO PESCARA: ”CI RESTA LA SUA LUNGIMIRANZA”
“Con l’onorevole Remo Gaspari se ne va un importante interprete della storia della politica italiana, uno degli autori dei capitoli più importanti del mondo abruzzese, l’uomo che tante volte, negli anni della ricostruzione, e nei difficili anni di ‘piombo’ ha comunque saputo mantenere il timone di una regione che tra gli anni ’60 e gli anni ’80, ha conosciuto un grande periodo di crescita e di sviluppo. Di Gaspari, che tutti conoscevano come ‘Zio’ Remo, ci restano la lungimiranza, la perspicacia, la schiettezza dei rapporti e quella determinazione che sino all’ultimo hanno caratterizzato la sua esistenza”.
È il commento del sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia alla notizia della scomparsa dell’ex ministro Remo Gaspari.
“Appena pochi giorni fa – ha ricordato il sindaco – l’Abruzzo si era riunito per celebrare in maniera solenne i 90 anni dell’autorevole figura di uomo ed esponente politico che, impeccabile e puntuale, si era presentato ai festeggiamenti istituzionali, come sempre intrattenendosi più sulle problematiche e le necessità del suo Abruzzo che sulla propria età anagrafica, un dettaglio nella vita di un uomo che senza preoccuparsi del tempo che passava non ha mai cessato di fare politica, di occuparsi della ‘cosa’ pubblica, seppur, ormai, da dietro le quinte”.
“Remo Gaspari – ha aggiunto – ha saputo attraversare interi decenni della vita politica, dal periodo della ricostruzione, sino al boom economico degli anni ’60, quindi gli anni di piombo e quegli anni ’80 comunque caratterizzati da un generale ottimismo sulla vita politico-amministrativa internazionale”.
“Ha ricoperto incarichi difficili in momenti di emergenza – ricorda Albore Mascia – come quello di ministro senza portafoglio del coordinamento della Protezione civile nei giorni dell’alluvione della Valtellina. Ma il suo cuore non ha mai abbandonato l’Abruzzo di cui sapeva riconoscere pregi e difetti, risorse e punti deboli”.
“Dopo il sottosegretario Nino Sospiri, scomparso prematuramente, con la morte di Remo Gaspari – osserva il sindaco – la nostra regione perde due figure autorevoli che comunque tanto hanno rappresentato per l’Abruzzo e che hanno lasciato alla nostra classe dirigente un’eredità di grande responsabilità, ossia quella di guidare le nostre città e l’intero territorio regionale al di fuori del vortice della crisi nazionale, per proseguire il cammino di sviluppo, con la capacità di intercettare quelle potenzialità economiche indispensabili per riavviare il capitolo delle grande infrastrutture”.
MARINI: ”PASSIONE GENUINA PER LA POLITICA”
La morte di Remo Gaspari ha “particolarmente addolorato” l’ex presidente del Senato Franco Marini” perché – si afferma in un messaggio di cordoglio – “con lui scompare un sincero figlio dell’Abruzzo, un uomo politico che non ha mai trascurato l’attenzione ed il rapporto con la sua terra”.
“È giusto – prosegue Marini – che si ricordi, non solo in questa triste occasione, il suo contributo determinante allo sviluppo ed alla crescita economica della nostra regione. Come pure la passione genuina per la politica che lo ha accompagnato per tutta la vita”.
DE LAURENTIIS (UDC): ”PROTAGONISTA RICOSTRUZIONE ABRUZZO”
“Remo Gaspari è stato un grande protagonista della ricostruzione del nostro Paese e dell’Abruzzo”.
Il presidente del coordinamento regionale Rodolfo De Laurentiis, in una nota, ricorda così lo storico esponente della Democrazia cristiana, scomparso oggi.
“Un interprete autentico di quella capacità di lavoro – prosegue De Laurentiis – di sacrificio e di amore verso la sua terra che hanno consentito di modernizzare l’Abruzzo”.
MELILLA (SEL): ”NOBILE AVVERSARIO, MAI NEMICO”
“In tutta la cosidetta prima Repubblica, raccogliendo la eredità politica di Spataro, ha rappresentato l’Abruzzo nel governo italiano, contribuendo potentemente allo sviluppo industriale ed economico della nostra Regione”.
Lo afferma il coordinatore regionale di Sinistra ecologia e libertà Gianni Melilla.
“La sinistra abruzzese non si è riconosciuta nel suo modo di governare che ai vari pregi accompagnava una gestione spesso clientelare e personalistica dell’enorme potere concentrato sulla sua funzione politica. Ma comune – aggiunge Melilla – è stato il riconoscersi nei valori di fondo della Repubblica e della Costituzione”.
“I grandi partiti popolari della prima Repubblica, dalla Dc al Pci, al Psi erano profondamente radicati nella realtà sociale e culturale abruzzese e italiana. Per mezzo secolo le loro finalità non si sono confuse, come accade adesso, con gli interessi affaristici e personali di una classe dirigente disperata e senza radici nella storia del nostro Paese”.
“Remo Gaspari ha identificato la sua vita con la Dc abruzzese. Per questo Remo Gaspari è stato un nobile avversario, e mai un nemico da demolire. Anche nei momenti di più acuto scontro politico non si è mai messa in discussione la sua onestà personale”.
“La sua vita è stata sobria e laboriosa, e anche in questo lascia un messaggio di grande valore alle nuove generazioni che vogliono impegnarsi in politica”.
“In una stagione politica come quella che viviamo, confusa e urlata, segnata dalle leggi ad personam e dal bunga bunga, viene da ricordare con nostalgia e stupore i tempi della passione politica e dello scontro sociale in cui la Dc e la sinistra si battevano per programmi e idee anche radicalmente diverse, ma sempre nel quadro di un forte e convinto spirito repubblicano”.
“Il giudizio su quei decenni di vita politica deve essere equilibrato e sereno perché grazie a quei partiti di governo e di opposizione l’Abruzzo è uscito dal Mezzogiorno avanzando sul piano economico e occupazionale e superando la tragica realtà di fine ottocento e metà del novecento che vide oltre un milione di abruzzesi prendere treni e piroscafi ed emigrare in Europa e in tutti i continenti”.
“Sel Abruzzo partecipa al dolore dei familiari di Gaspari e della comunità abruzzese”.
SOCIALISTI: ”UOMO LEALE”
La segreteria regionale del Partito socialista Abruzzo, esprime a norme di tutti i socialisti della regione, il cordoglio per la scomparsa dell’onorevole Remo Gaspari.
“I socialisti lo ricordano come un uomo dal grande impegno e grande lealtà nei confronti dello Stato, del suo partito e anche nei confronti di quelli avversari”.
“Remo Gaspari, politico dell’intero periodo della prima Repubblica è indissolubilmente legato lo sviluppo della nostra regione ed alla sua crescita economica. Pur rappresentando valori diversi dalla cultura socialista, ha sempre coniugato le esigenze dei cittadini con le iniziative politiche e di governo finalizzate alla crescita della collettività italiana ed in particolare quella abruzzese”.
“Con l’onorevole Gaspari scompare un alfiere della politica del fare e che sino all’ultimo dei suoi giorni ha voluto offrire il suo contributo di idee, indicando alle nuove generazioni politiche la via da seguire”.
“I socialisti d’Abruzzo lo ricorderanno come uomo e politico di valori e principi positivi, caratteristici delle persone che hanno fatto grande il nostro Paese, attraverso un costante impegno durato oltre mezzo secolo, dal primo dopoguerra all’inizio degli anni novanta del secolo appena passato”.
Politico e avvocato italiano, Gaspari è stato dieci volte deputato e 16 ministro della Repubblica.
Esponente della Democrazia cristiana, è stato membro della corrente “Alleanza Popolare” (Grande centro “doroteo”) presieduta da Arnaldo Forlani, Antonio Gava e Vincenzo Scotti.
Si laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Bologna, terminati gli studi comincia a esercitare la professione forense a Gissi iscrivendosi all’albo degli avvocati nel 1946.
Eletto deputato fin dalla II legislatura verrà rieletto ininterrottamente fino alla fine della Prima Repubblica.
Per l’Abruzzo è stato da sempre un valido punto di riferimento. Nel 1960 con la formazione del Governo Tambroni è nominato sottosegretario di Stato al ministero delle Poste e Telecomunicazioni, carica che riuscirà a mantenere anche nel successivo Governo Fanfani III.
Nel 1962 con il Governo Fanfani IV ricopre la carica di sottosegretario all’Industria e Commercio, mentre con il Governo Leone I (1963) è rinominato sottosegretario alle Poste e Telecomunicaziioni, rimanendo il tale ruolo anche nei governi Moro I e II.
Nel 1966 con la formazione del Governo Moro III viene nominato sottosegretario all’Interno e verrà riconfermato nei governi Leone II e Rumor I.
Con la formazione del Governo Rumor II (1969) è promosso ministro dei Trasporti e dell’Aviazione civile, mentre con il Governo Rumor III diviene ministro senza portafoglio per la riforma della Pubblica Amministrazione, carica che manterrà anche nei successivi governi Colombo e Andreotti I.
Nel Governo Andreotti II ricoprì il ruolo di ministro della Sanità. Dal 1976 al 1980 ricoprì la carica di vice segretario della Democrazia cristiana.
Nel 1980 tornò al governo (Cossiga II) come ministro senza portafoglio per i Rapporti con il Parlamento, nei governi Spadolini I, II e Fanfani V ricoprì la carica di ministro delle Poste e Telecomunicazioni.
Nei governi Craxi I e II venne nominato ministro senza portafoglio per la Funzione Pubblica. Nel 1987 divenne ministro della Difesa nel Governo Fanfani VI, nello stesso anno venne nominato Ministro senza portafoglio del Coordinamento della Protezione civile del Governo Goria in sostituzione di Giuseppe Zamberletti, in seguito alla distribuzione di incarichi bilanciata fra le correnti politiche del nuovo governo, mentre era in corso l’emergenza della Alluvione della Valtellina, provocando per questo molte critiche.
L’anno seguente ricoprì la carica di ministro senza portafoglio degli interventi straordinari nel Mezzogiorno nel Governo De Mita.
Concluse la sua carriera ministeriale nei governi Andreotti VI e VII, nei quali tornò a ricoprire il ruolo di ministro della Funzione Pubblica.
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