L’AQUILA – Si alzano i toni del confronto politico tra Pdl e Pd. I coordinatori provinciali dei due partiti della provincia dell’Aquila, rispettivamente Massimo Verrecchia e Michele Fina, sono i protagonisti di schermaglie dialettiche ed accuse che fanno da preludio ad un autunno caldissimo sotto il profilo politico.
Se da una parte Verrecchia accusa il Pd “di non avere nè capo nè coda” e di essere dilaniato da laceranti dissidi interni, testimoniati dallo slittamento del congresso provinciale, il segretario Pd, Fina, risponde per le rime affermando che “il Pdl è nato già morto” ricordando come anche alla Provincia dell’Aquila il centro destra abbia i suoi problemi, testimoniati dalla perdita in pochi mesi di due assessorati (Mimmo Srour e Vincenzo Retico ndr).
VERRECCHIA: “PD PROVINCIA L’AQUILA SENZA CAPO NE’ CODA”
L’AQUILA – “Il Pd, soprattutto nel territorio della Provincia dell’Aquila, non ha più ‘nè capo’ nè coda”, ne è la conferma l’assenza di un responsabile provinciale che politicamente lo rappresenti”.
Lo afferma il coordinatore provicniale del Pdl, Massimo Verrecchia.
“La ragione a nostro avviso è semplice – aggiunge Verrecchia – il Pd rappresenta sempre di più in modo marcato la sinistra post-comunista dove i moderati, o parte di quello che resta di essi, vengono relegati ai margini, soprattutto se assumo iniziative volte a marcare una presenza, basta vedere le vicende del congresso provinciale del Pd nella provincia dell’Aquila, dove si è addirittura annunciato, per incapacità dirigenziale, un commissario provinciale del Pd che, paradossalmente fanno anche fatica ad individuare”.
“E’ ormai chiaro che siamo di fronte ad un partito di derivazione comunista dove l’unico cambiamento si avverte da un gioco di consonanti che vanno dal PDS ai Ds al Pd. Da qui si puoò avvertire la presenza di un solo vero partito che è quello del Popolo della Libertà che, nonostante i vari scellerati tentativi di screditarne l’immagine, rappresenta in modo sempre più concreto un partito di moderati vincente e capace di amministrare”, conclude Verrecchia
FINA: “PDL NATO GIA’ MORTO”
L’AQUILA – “Gli interventi di Verrecchia sono caratteristici per tempestività ed intelligenza politica. Infatti, proprio il giorno dopo il de profundis del Governo Berlusconi suonato da Fini, il Pdl locale pensa bene di parlare degli altri”. Lo dichiara il Segretario Provinciale del Pd, Michele Fina, replicando al coordinatore provinciale del Pdl dell’Aquila, MassimoVerrecchia, che riferendosi al Pd questa mattina aveva parlato di partito “senza capo nè coda”.
“Il Pdl – aggiunge Fina – è nato e subito morto e con esso un Governo che ancora qualche giorno fa vantava “la più larga maggioranza parlamentare della storia”.
“Purtroppo con il Governo viene meno la speranza degli italiani di vedere affrontati i tanti problemi del Paese, il quale precipita miseramente in elezioni anticipate. In più Verrecchia non parla del non-Governo regionale che ha due assessori in meno e un’intera regione che chiede a Chiodi di occuparsi seriamente di qualcosa di preciso e non di fare finta di occuparsi di tutto come, in ultimo, hanno fatto anche i rappresentanti dell’industria”.
“E non si spiega nemmeno la perdita, in pochi mesi, di due assessori della Giunta provinciale. Una coalizioni dunque che si sfalda pezzo per pezzo”.
“Una coalizione che inoltre, nel caso abruzzese, vede insieme forze, come Pdl e Udc, che a livello nazionale sono nettamente contrapposte. A Verrecchia dunque dico che se vuole scrivere una cartolina al Segretario provinciale del Pd può inviarla a me fino alla conclusione del congresso; lo informo anche che ‘congresso’ è una parola che in italiano esiste perché da queste parti i dirigenti si eleggono non come dalle sue parti dove si nominano dall’alto col sistema degli ‘amici degli amici’.
“Consiglio – conclude Fina – anche di parlare con accortezza di ‘moderati’. Non solo perché è ridicolo farlo nella provincia nella quale è iscritto il Presidente emerito del Senato Franco Marini e molti cattolici democratici ma perché il partito di Berlusconi ha dimostrato con l’esempio la totale estraneità a qualunque valore di moderazione, sobrietà, etica e rispetto delle istituzioni”.






