CHIETI – “Abbiamo cercato fino all’ultimo di evitare la scissione, ma quando ormai abbiamo visto che non si poteva più fare nulla, la scelta di campo è stata fatta su princìpi di coerenza. E visto che non è cambiato assolutamente nulla da quando, 12 mesi fa, abbiamo tutti dato fiducia a Silvio Berlusconi, non vedo perché le cose debbano cambiare adesso. Lo eravamo allora, e lo siamo ancora oggi, leali a quel progetto”.

Con queste parole l’onorevole Fabrizio Di Stefano spiega i motivi della scelta che lo hanno portato ad aderire a Forza Italia. “Le ragioni di una scelta” si chiama, infatti, l’incontro indetto da Cantiere Abruzzo, la fondazione di cui Di Stefano è presidente, presso l’hotel Dragonara a San Giovanni Teatino (Chieti).

Vi hanno partecipato in tanti. C’erano l’assessore regionale Mauro Febbo, i consiglieri regionali Nicola Argirò che arriva da Forza Italia e, dunque, non ha avuto problemi a intonarne l’inno su richiesta di un giornalista, mentre alla stessa richiesta Febbo ha detto che preferisce aspettare quello nuovo.

C’erano anche i consiglieri regionali Lorenzo Sospiri, che si è negato alle domande dei cronisti, pur facendo un intervento in assemblea in cui ha spiegato di essere stato molto combattuto nel decidere di aderire a Fi, ed Emilio Iampieri, il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, una marea di sindaci del Teatino (tra gli altri, i primi cittadini di Guilmi, Pennadomo, Fallo, Gamberale, Borrello e San Buono), alcuni sindaci della provincia dell’Aquila, il presidente della Fira Rocco Micucci e quello del parco Sirente Velino Simone Angelosante.

Seduti in platea anche gli assessori provinciali di Chieti Tonino Marcello, Eugenio Caporrella e Daniele D’Amario e l’assessore provinciale di Pescara Fabrizio Rapposelli. C’erano, infine, anche i consiglieri provinciali di Chieti Giorgio Di Clemente e Franco Moroni e quelli della Provincia aquilana Armando Floris e Gianluca Alfonsi.