CHIETI – “Non 8 mila euro al mese, ma 80 mila per un politico che rappresenti veramente l’Abruzzo, non c’è azienda sul territorio che non sia pronta ad un investimento del genere. Possiamo pagarlo quanto vuole, basti che produca per il territorio”.

Queste le parole, non certo tenere nei confronti della classe politica regionale abruzzese, di Marina Cvetic  imprenditrice dell’azienda agricola Masciarelli e ambasciatrice del progetto WAI, Women Ambassadors in Italy , dette durante l’incontro tenutosi al Castello di Semivicoli (Chieti) con i Giovani imprenditori di Confindustria Chieti accompagnati in visita dal predsidente Riccardo D’Alessandro presso l’azienda Masciarelli.

“Il problema dell’Abruzzo – ha dichiarato la Cvetic – è non avere una rappresentanza forte, intesa sia come capacità di programmazione dello sviluppo, che come portafoglio presente e futuro di relazioni importanti, a Roma e conseguentemente a Bruxelles e nel mondo. La vision deve essere quella di uomini in grado di connettere le fonti di produzione del valore con i mercati nazionali ed internazionali “

“Qui siamo ancora alle fiere, agli stand con le brochure, ai depliant e alle ragazze in costume tipico – ha continuato – I turisti invece vanno condotti sul posto. E una delle azioni da intraprendere subito è portare i giornalisti di tutto il mondo perché scrivano quello che hanno visto e ‘assaporato’: i posti, i prodotti tipici, l’ospitalità, l’accoglienza, il patrimonio storico – artistico”.

“E a proposito di patrimonio – ha spiegato – non dobbiamo fare gerarchie, perché così viene solo condotta una dannosa “battaglia tra poveri”: affermare la superiorità del patrimonio storico artistico rispetto a quello dei prodotti tipici, spacciato spesso come di serie B, vuol dire non comprendere il concetto di patrimonio”.

“Un piano per il turismo comincia con un’azione di promozione interna, finalizzata ad incentivare le aziende enogastronomiche alla creazione di strutture ricettive, all’organizzazione stabile di visite nelle aziende come meta degli ospiti degli alberghi nel post cena, dei rappresentanti delle multinazionali, degli ambasciatori”

“Non va escluso l’intervento della Regione e dello Stato – ha continuato – purché sia diretto a sostenere l’innovazione, che è costosa, richiede investimenti in macchine e attrezzature. È in questa fase che la Regione deve sostenere le Aziende, sorreggendole nella capacità economica di investire per innovare e nell’assunzione del rischio. Non destinare fondi a vanvera, dunque, ma aggiungendo valore a chi dimostra di averne già”.

“Non è un caso – ha concluso – che il 93% delle piccole e medie imprese italiane lamenta lo scarso supporto delle Istituzioni e la difficoltà di accesso al credito: un dato che negli altri paesi non ha percentuali così elevate. È  ora che i nostri politici siano convinti, loro per primi, che il nostro 1° brend è l’Italia, il 2° l’Abruzzo, il terzo il marchio aziendale”.