L’AQUILA – Taglio del nastro stamattina a Poggio Picenze (L’Aquila) per il nuovo centro di aggregazione per giovani e anziani finanziato e realizzato con le donazioni dei lettori del quotidiano La Provincia di Como, Lecco e Sondrio e dell’associazione nazionale cantanti e con il contributo del Comune.
La struttura è intitolata ai tre bambini morti a causa del terremoto del 6 aprile 2009, Alena Ajrulai, Loris Cialfi e Valbona Osmani.
Al progetto sposato dal grande campione del calcio nazionale e internazionale Alessandro Del Piero che sul sito ha lasciato un messaggio di speranza per tutti gli abitanti di Poggio Picenze, ha aderito anche la Nazionale cantanti che ha contribuito alla nascita di un comitato che ha seguito la nascita del progetto e i lavori di esecuzione.
“Abbiamo iniziato la raccolta fondi quando dirigevo la Provincia – ha detto Giorgio Gandola – ex direttore de La Provincia dal 2005 al 2011 e oggi direttore de L’Eco di Bergamo – Una sottoscrizione per aiutare le popolazioni d’Abruzzo colpite dal sisma. Dopo aver visto la foto di una mamma che teneva in braccio il suo bambino dopo la scossa che ha distrutto la città, abbiamo capito che non potevamo semplicemente fare i giornalisti e raccontare, ma dovevamo scendere in campo. Abbiamo scelto Poggio Picenze perché qui sono morti tre bambini e qui volevamo costruire la speranza per il loro futuro, aiutati a crescere dagli anziani”.
Il costo complessivo dell’opera ammonta a 828 mila euro, di cui 708 mila finanziati con il ‘Salvadanaio per l’Abruzzo’ (ovvero 180 mila euro donati dai lettori e il resto raccolto con il 5×1000), 100 mila euro donati dalla Nazionale cantanti e 20 mila dal Comune di Poggio Picenze.
“Non ci aspettavamo tutta questa solidarietà – ha detto il sindaco, Antonello Gialloreto – Si tratta di uno stabile fatto a regola d’arte anche a livello energetico. Prima del sisma avevamo altri edifici per i giovani che sono andati distrutti. I giovani potranno finalmente iniziare a rivivere il sociale e fare attività ludico ricreative”.
All’inaugurazione di stamattina erano presenti anche il prefetto del capoluogo Francesco Alecci e il capo dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dei Comuni del cratere Paolo Esposito che hanno rimarcato l’importanza di una struttura che segna “la rinascita sociale di un territorio in ripresa dopo la distruzione del sisma”
“Il lavoro è iniziato nel 2009 con la stesura con un primo progetto previsto nella area sportiva, fermato poi nel 2011 per problemi legati alla collocazione – ha spiegato l’architetto progettista Davide Feltrin – Una volta individuata la nuova area abbiamo redatto il progetto che è stato un lavoro dello studio Burnazzi Feltrin insieme agli studi Svaldi e Tesi per quanto riguarda le parti architettoniche ed elettriche”.
“L’edificio vuole ricordare l’evento sismico nella sua forma a zigzag – ha sottolineato l’architetto Elisa Burnazzi – Ma vuole dare anche un’idea di vita e di rinascita: ha infatti il tetto coperto d’erba e graminacee e rampicanti che si arrampicano sulle facciate. Di solito un edificio è inanimato nella conformazione, ma questo dà l’idea di un essere vivente”.






