POGGIO PICENZE – Il sindaco di Poggio Picenze (L’Aquila), Nicola Menna, si è rifiutato di chiarire ad AbruzzoWeb le sue affermazioni riguardo al mancato puntellamento e abbattimento nella zona rossa del paese.

Menna ha risposto in malo modo e fortemente alterato dal fatto che non fosse stato interpellato prima della pubblicazione dell’articolo di ieri.

“Risponderò alle tue domande soltanto guardandoti in faccia – ha spiegato al cronista – Non ho voglia di parlare per telefono. Non puoi chiedere spiegazioni dopo quell’articolo. Sono inc… nero. Se non conosci i fatti non puoi parlare”.

Queste le laconiche affermazioni del sindaco prima di riappendere il telefono.

Il pezzo di AbruzzoWeb partiva da segnalazioni ben precise di cittadini che conoscono bene quello di cui stanno parlando e che probabilmente non si sentono soddisfatti dell’operato dell’amministrazione e vogliono chiarimenti sul notevole ritardo nella messa in sicurezza della zona rossa.

Menna ha dichiarato a un altro giornale, il Capoluogo che i puntellamenti non sono stati fatti per risparmiare soldi, che era inutile puntellare ruderi per poi dover spendere, al momento della ricostruzione, altri soldi per toglierli.

L’articolo di AbruzzoWeb, però, pone l’accento sulla sicurezza degli abitanti di Poggio Picenze; parla anche di abbattimenti, necessari per permettere ai cittadini l’accesso nelle loro case senza dover temere per la propria vita, avendo a pochi metri monconi di abitazioni traballanti e sul punto di rovinare sulle strade.

Di questo il sindaco non ha parlato al Capoluogo e non ne ha voluto parlare nemmeno ad AbruzzoWeb.

Poter accedere alle proprie abitazioni, anche se in “zona rossa”, è un diritto di tutti, in ogni comune del “cratere” dovrebbe essere così.

E questo dovrebbe avvenire nella totale sicurezza dei cittadini, che è sicuramente più importante di qualunque questione economica o burocratica.

 

ARTICOLI CORRELATI:

POGGIO PICENZE, PAESE VECCHIO NON PUNTELLATO, E’ CAOS

IL SINDACO MENNA ”INNOVA” LA COMUNICAZIONE