L’AQUILA – L’Aquila ambisce con la ricostruzione post sismica a diventare una smart city, eppure non ha proposto start up che potevano essere finanziate con i 14 milioni di euro del progetto Start hope, con cui la Fira, la finanziaria regionale, ha fatto nascere 19 buone idee imprenditoriali di cui una sola in provincia del’Aquila, a Sulmona.

Ma non tutto è perduto: sono in arrivo oltre 100 milioni di euro del bando Smartstart, indetto da Invitalia, l’Agenzia governativa per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, e le start up del cratere sismico avranno finanziamenti ancora più agevolati, con una quota parte a fondo perduto.

Il punto sui progetti già finanziati e sulle nuove opportunità è stato fatto all’Aquila nell’ufficio condiviso StrangeOffice di via Roma 215, una start up anch’essa: presenti Raffaele Marola, consigliere di Fira, Alfredo Moroni assessore comunale alla Smart city, Salvatore Santangelo dell’associazione L’Aquila che Rinasce. Presente anche Claudio Coccoluto, dj e produttore.

“La fotografia non è positiva per L’Aquila – ha esordito Santangelo – il bando Start hope della Fira ha avuto un grande successo in tutta la Regione, ma qui ha avuto pochi riscontri. Va fatto un lavoro anche culturale, perché all’orizzonte ci sono altre opportunità di finanziamento. Le start up possono creare centinaia di posti di lavoro, rendere davvero smart il territorio, è un occasione che non possiamo permetterci di perdere”.

L’occasione da non perdere è il bando Smartstart: alle ore 12 del 16 febbraio 2015 Invitalia aprirà ufficialmente lo sportello on line sul sito www.smartstart.invitalia.it dove sarà possibile presentare le domande e i piani di impresa, fino ad esaurimento del budget. Potranno partecipare giovani start up, iscritte nella sezione speciale del Registro delle imprese, ma anche le persone fisiche che vogliono avviare una start up innovativa. L’importo massimo finanziabile è 1,5 milioni di euro e avrà la forma di un finanziamento a tasso zero, ossia senza interessi, che potrà arrivare fino al 70 per cento dell’investimento totale.

La percentuale massima di finanziamento potrà salire all’80 per cento se la start up è costituita esclusivamente da donne o da giovani sotto i 35 anni, oppure se al suo interno c’è almeno un dottore di ricerca italiano che sta lavorando all’estero. Inoltre, solo per le start up con sede nel Mezzogiorno e nel cratere sismico dell’Aquila, è prevista una quota del 20 per cento di contributo a fondo perduto.

Nel corso dell’incontro di via Roma è stato ricordato che solo due start up su dieci riescono a sopravvivere e produrre un reddito dopo il primo anno di vita. Ma questo non spaventa affatto Paolo Varsalona, ideatore con la sua società che ha sede a Sulmona di Apptripper, una delle start up finanziate con 500 mila euro dalla Fira.

“Apptripper – spiega il giovane imprenditore – è una guida turistica emozionale, che si scarica sullo smart phone, e che traccia un percorsi a partire dall’emozione che si decide di selezionare: dall’amore alla rabbia, dalla malinconia alla sorpresa. Abbiamo realizzato app già per molte città europee, e stiamo chiudendo numerosi contratti”.

La Fira annuncia poi che il progetto Start hope sarà rifinanziato, probabilmente con lo stesso importo, e non solo

“Ci sono progetti – spiega Marola – molto validi che non hanno trovato copertura con il prima bando, ma riusciremo quasi sicuramente a reperire altre risorse per finanziare anche loro. Inoltre stiamo cercando di mettere su un servizio di supporto delle start up per affiancarle nella loro crescita”.