TERAMO – Luca Michelucci, l’operaio di 23 anni di Pineto (Teramo) che martedì scorso ha pugnalato una donna di 43 anni mentre faceva jogging “perché deciso a ucciderla e a mangiarne i piedi” deve restare in carcere.

Questo quanto deciso dal gip del tribunale di Teramo, Giovanni de Rensis, che ha depositato questa mattina il provvedimento con cui di fatto ha respinto la richiesta di ricovero avanzata dal difensore del giovane.

Michelucci sarebbe affetto infatti da “schizofrenia con profili di necrofilia e cannibalismo” secondo gli psichiatri.

La procura deve ancora esprimersi, invece, per quanto riguarda l’istanza di perizia psichiatrica.

“È sicuramente una storia che nasce da lontanto, – afferma in merito la psicoterapeuta aquilana, operante anche a Giulianova, Sabrina Del Cotto – non sono problematiche che spuntano fuori all’improvviso, in genere questo tipo di patologia, che è una psicosi che fa perdere i conti con la realtà, comincia a mettere le radici dall’infanzia”.

“Evidentemente nel ragazzo qualcosa non andava già da molto tempo, – spiega la dottoressa – con molta probabilità era una persona isolata, poco seguita e poco curata”.

Il fattore più preoccupante però per dottoressa è quello di disattenzione: “è strano che nessuno delle persone che gli viveva accanto si sia accorta che il ragazzo avesse qualche malessere; qualunque genitore che abbia un rapporto attento si sarebbe accorto che qualcosa non andava”.

In merito alla soluzione del gip di far restare il giovane in carcere, la Del Cotto la ritiene “una decisione sensata ma ovviamente il soggetto va anche curato anche non è detto che, una volta arrivati alla psicosi, si possa guarire. Non è un percorso psicoterapeutico ‘normale’ ma sicuramente ci sono delle buone possibilità di miglioramento”.