PINETO “Marco è caduto a terra ed è finito tutto”.

Così il segretario dirigente del Pineto calcio Antonio Di Marco racconta al quotidiano Il Centro gli attimi terribili della tragedia avvenuta ieri allo stadio ‘Mimmo Pavone’ di Pineto (Teramo), dove alle 16,15 Marco Calabretta di soli nove anni si è accasciato a terra, mentre giocava a calcio, morendo poco dopo all’ospedale di Atri. 

Ci sarà un’inchiesta a tentare di spiegare il perchè di un’altra morte su un campo di pallone, per il momento c’è solo lo strazio di due genitori, il dolore quello dei compagni di Marco e di chi era presente quando si è consumata la tragedia. 

Marco era al secondo anno perchè, raccontano altri testimoni al quotidiano, “a lui il calcio piaceva”. 

Quando intorno alle 16,30 il bambino si è accasciato a terra, quasi a fine allenamento, sua madre era già arrivata per portarlo a casa. 

Il soccorso è arrivato in poschissimo tempo, poi la corsa disperata in ambulanza. 

“Lo abbiamo visto cadere a terra e siamo subito corsi – aggiunge Di Marco – respirava. Abbiamo subito dato l’allarme e chiamato il 118. L’ambulanza è arrivata in pochissimo tempo. Marco era un bambino sempre allegro e con il sorriso sul volto. Non lo dimenticheremo mai”. 

Quando il piccolo è arrivato al pronto soccorso dell’ospedale di Atri le sue condizioni sono subito apparse drammatiche: i medici hanno cercato di rianimarlo in tutti i modi, ma ogni tentativo è stato inutile, anche quello disperato di un trasporto in elicottero.