L’AQUILA – Alla fine ieri, alla conferenza stampa di presentazione delle nuove guide alpine, l’assessore regionale ai Parchi Donato Di Matteo non c’era, seppure invitato. Ma Pierpaolo Pietrucci, consigliere del Pd, che ha convocato l’incontro e che con Di Matteo ha, come noto, più di un motivo di attrito, ad AbruzzoWeb precisa che “la sua assenza è giustificata, aveva altri impegni”.

Insomma, nessuno sgarro istituzionale, nessun motivo di dietrologia, intorno a un invito che suonava come una plateale riconciliazione dopo gli scontri del passato.

Resta il fatto che sono tanti i terreni di conflitto tra i due esponenti della maggioranza. Terreni montani, per la precisione, visto che entrambi si occupano di una materia, lo sviluppo delle aree interne nelle sue tante declinazioni, con sforamenti di campo e di competenze sempre in agguato. Tenuto conto che Pietrucci è presidente della seconda commissione consiliare, che si occupa proprio di Territorio.

L’esempio più recente di scontri tra Pietrucci e Di Matteo, uno dei tre ribelli della maggioranza (gli altri due sono Andrea Gerosolimo e Mario Olivieri di Abruzzo civico), è stato costituito dall’approvazione, prevista oggi, della legge a firma di Pietrucci relativa all’istituzione della Rete escursionistica alpinistica speleologica torrentistica d’Abruzzo (Reasta).

Di Matteo che, negli scorsi appuntamenti in aula, ha detto di essersi sentito scavalcato, durissimi gli scontri con Pietrucci anche in aula.

C’è, poi, la vicenda della riperimetrazione del Parco Sirente Velino, la contropartita concordata a febbraio tra sindaci e Di Matteo, per dare l’assenso a una proposta legge di riforma del Parco che, di fatto, riduce il potere di controllo dei Comuni, perché tra le altre cose prevede la riduzione dei componenti del Consiglio di amministrazione da 11 a 5 e l’elezione del presidente affidata direttamente all’assessore ai Parchi, cioè, almeno a oggi, allo stesso Di Matteo.

Di Matteo fa, però, ora resistenza per le riperimetrazioni in particolare nella Valle subequana, con grande disappunto dei sindaci di Gagliano, Secinaro e Castelvecchio in primis.

Anche qui la posizione di Pietrucci, assai articolata, diverge da  quella di Di Matteo. “C’è stata una sollecitazione dei sindaci – osserva il giovane consigliere dem – La legge è nata male, non si sono coinvolti i territori,  le leggi vanno fatte per le  persone”.

E aggiunge che “in realtà i sindaci vogliono adeguati finanziamenti al Parco, perché così riesce a malapena a pagare gli stipendi. L’ente non riesce nemmeno a prendere finanziamenti europei perché non ha i fondi per compartecipazione, e nemmeno le alternativa le risorse umane, assunte part-time. Io su questo continuo la mia battaglia dentro la maggioranza, al fianco dei sindaci”.

Chiari messaggi indirizzati all’assessore al ramo. La riperimetrazione in un tratto condiviso, questa volta, anche da Di Matteo riguarda anche il fiume Aterno, dove dunque potrebbe essere riaperta la caccia, e dove è previsto il passaggio della pista ciclabile che è uno dei cavalli di battaglia di  Pietrucci.

“Va fatta chiarezza – conclude il consigliere – si rischia di andare in contraddizione con altri progetti.  Ecco perchè serve un confronto con le associazioni ambientaliste, che chiedono giustamente una riperimetrazione supportata su base scientifiche”.