L’AQUILA – “Ognuno ragiona con il proprio metro e la propria misura e, siccome notoriamente Camillo D’Alessandro è un ‘bugiardello’, pensa che anche gli altri adottino i suoi stessi metodi”.

È quanto afferma il senatore Pdl, Fabrizio Di Stefano in relazione alle dichiarazioni del consigliere del Pd sul riordino del piano sanitario  in Abruzzo.

“Alle volte però – aggiunge Di Stefano – accanto alla menzogna c’è anche l’arroganza, e questo fa commettere degli errori che non sempre è giusto  lasciar passare”.

“Al “bugiardello” D’Alessandro dico che il sottoscritto non mente, a differenza sua, ed essendomi fatto girare la mail con il Piano Sanitario dal mio amico Mauro Febbo, ho notato  che effettivamente il Commissario Baraldi l’aveva inviato il 15 luglio, ma ad un indirizzo non esatto,  per cui non era mai arrivato a  destinazione”.

“A prescindere dal fatto che, nello specifico, entrare in possesso di un documento cosi complesso qual è un Piano Sanitario solo un giorno prima o un giorno dopo che lo stesso  venga consegnato al Governo, ritengo sia solo un atto di mera cortesia, e non un reale momento di confronto, ma di  questo ne parlerò nelle sedi opportune; quello che mi domando – conclude Di Stefano – è come può il consigliere D’Alessandro, ad horas, avere le copie delle mie mail inviate, e non indirizzate a lui?”.
 
“Tale domanda la rivolgo a me stesso, e la rivolgerò nello stesso modo alla magistratura, per capire se il Capogruppo Pd abbia commesso  anche un reato”.