L’AQUILA – “Il Piano famiglia 2016 va rivisto. Il Consiglio regionale lo ha approvato senza modifiche sostanziali, ma le esigenze delle famiglie sono cambiate negli ultimi vent’anni e secondo l’osservatorio regionale sociale un quarto della popolazione abruzzese è a rischio povertà e marginalità sociale”.

A lanciare l’allarme ad AbruzzoWeb è Marinella Sclocco, assessore regionale alle Politiche sociali, che ammette come si tratti di “un piano di interventi che si ripete dal 1995, ma che ora è assolutamente necessario sottoporre a revisione”.

“Stiamo studiando una proposta di modifica per il prossimo anno – svela – È al vaglio la possibilità di assegnare direttamente i fondi agli Enti d’ambito senza passare per la procedura dei bandi”.

“Oggi gli Enti di ambito sociale, i consultori e le associazioni devono presentare dei progetti che saranno valutati e classificati in base ai criteri di rispondenza alle esigenze sociali del territorio e alle risorse finanziarie disponibili”, spiega l’assessore.

“Abbiamo riscritto l’intero Piano sociale della Regione. Gli Enti d’ambito dovranno programmare gli interventi sociali considerando tutti i fondi a loro assegnati e rendicontare direttamente alla Regione – prosegue – Ma se resta il discorso della partecipazione ai bandi, non potranno farlo poiché non possono programmare un qualcosa che non sanno se verrà loro assegnata”.

Secondo la Sclocco, “nonostante i continui tagli alle risorse finanziarie, comunque, siamo riusciti a mantenere invariato lo stanziamento di 450 mila euro da ripartire tra gli Enti d’ambito, le associazioni e i consultori pubblici e privati anche per quest’anno”.

Questi fondi devono bastare comunque a garantire il sostegno socio assistenziale e il supporto psicologico per i nuclei familiari a rischio marginalità sociale e anche al miglioramento della qualità della vita delle donne e delle famiglie stesse che versino in situazioni di particolare difficoltà.

A differenza di quanto stabilito nel Piano famiglia 2015, pur rimanendo invariata la dotazione finanziaria complessiva cambia la suddivisione iniziale delle risorse per gli obiettivi: aumenta la somma da ripartire tra i progetti degli Enti di ambito territoriale sociale, con un plafond di 280 mila euro contro i 250 mila del 2015, diminuisce invece la cifra da suddividere tra i progetti presentabili dai consultori familiari pubblici e privati, che passa dai 100 mila euro del 2015 ai 70 mila del documento di programmazione 2016.

Resta invariata la disponibilità di 100 mila euro per la sezione relativa alle associazioni di famiglie e per la famiglia iscritte al registro del volontariato.

È comunque previsto, come si legge nel testo approvato del piano di interventi in favore della famiglia, che “eventuali risorse non utilizzate in sede di assegnazione dei contributi per una specifica sezione di intervento, possano essere assegnate a una delle altre due sezioni che presentino un numero di istanze eccedenti alla relativa disponibilità finanziaria”.

“Gli obiettivi del piano famiglia – recita il provvedimento – sono mirati al supporto alla genitorialità, alla promozione dell’attività dei consultori, pubblici e privati, per garantire l’assistenza psicologica e sociale, assicurare alle donne l’informazione per la tutela della salute del nascituro e la consulenza nelle problematiche nei rapporti interpersonali e nell’educazione dei figli”.

Si vogliono incentivare, inoltre, interventi per la prevenzione e il contrasto della violenza domestica, considerando il preoccupante aumento dei casi di violenza contro le donne e i bambini, in Abruzzo.

Nel solo mese di gennaio 2016, infatti, come riportato dal documento programmatico del piano sociale della Regione Abruzzo per il 2016-2018, sono arrivate da questa regione 39 telefonate di donne in situazione di violenza al numero nazionale 1522 contro le 26 registrate nel dicembre del 2015 e ben 483 le donne vittime di violenza assistite tra novembre 2014 e dicembre 2015 secondo i dati raccolti dal centro antiviolenza di Pescara Ananke, contro le 405 segnalazioni registrate nel 2013.

Attenzione rivolta anche e soprattutto ai disagi dei bambini, con interventi tesi a tutelare e sostenere e garantire l’assistenza di tipo socio educativo anche domiciliare in favore dei minori appartenenti a famiglie multiproblematiche.

È l’Istat, stavolta, a fornire un dato allarmante, in questo senso, riportando una stima di quasi 52 mila bambini abruzzesi in situazione di povertà e in circa 19 mila bambini con grave deprivazione materiale, un dato, sempre secondo l’istituto di statistica, triplicato negli ultimi 15 anni.

Per ogni istanza presentata dagli Enti di ambito, dai consultori privati e pubblici e dalle associazioni di famiglie e per la famiglia iscritte al registro del volontariato, il contributo erogato dalla Regione dopo le verifiche di ammissibilità dei progetti in base ai criteri stabiliti dal piano famiglia sarà pari al 70 per cento dell’importo complessivo fino al raggiungimento della disponibilità finanziaria prevista per ogni sezione, con l’obbligo di specificare l’impegno del soggetto che presenta l’istanza a cofinanziare il progetto nella misura del 30 per cento dell’importo complessivo.