L’AQUILA – Sarà scontro tra maggioranza e opposizione nella prossima e ultima seduta del Consiglio regionale per l’approvazione del piano demaniale marittimo, documento che stabilirà criteri e parametri per la successiva redazione dei piani comunali demaniali della costa abruzzese.

Un documento che vedrà l’ostruzionismo di Walter Caporale (Verdi) e Maurizio Acerbo (Prc), che hanno già presentato circa mille emendamenti per bloccare una “marchetta elettorale che non tiene conto delle spiagge che sono, invece, un bene di tutti”, come la definisce lo stesso Acerbo, candidato presidente alle prossime elezioni regionali del 25 maggio.

“La maggioranza ha avuto 5 anni per approvarlo e se ne ricorda solo ora”, sbotta, annunciando la battaglia in aula. E oggi Acerbo terrà una conferenza stampa proprio per presentarla

Il nuovo piano, che prevede una serie di integrazioni al vecchio, datato 2004, “garantisce e migliora i servizi degli investimenti da parte dei balneatori tutelando l’intero litorale”, ribatte l’assessore regionale al Turismo Mauro Di Dalmazio, anch’egli ricandidato con il centrodestra, che annuncia “un’attenzione alle aree di pregio ambientale e interventi in materiale ecosostenibile”.

“Si va ad agire sulle profondità delle concessioni rispetto ai fenomeni di erosione della costa e sulle distanze dal mare, mantenendo le quote di riserve di spiaggia libera, ma facendo coesistere gli investimenti produttivi – prosegue –  Se ci sarà ostruzionismo con tutte le valutazioni ambientali positive e dopo anni di dibattito, questa sarà una responsabilità che l’opposizione si assumerà”.

Stabilimenti con parti smontabili, impianti dotati di energie rinnovabili con accessi al mare più agevoli per i disabili e ricambio delle acque reflue: sono solo alcuni dei punti del nuovo piano che caratterizzeranno “la svolta”, secondo Riccardo Padovano del sindacato italiano balneare.

“Questo sarà uno strumento fondamentale di sviluppo per la aziende balneari, snellendo di gran lunga le pratiche amministrative alle quali gli imprenditori marittimi vanno incontro da troppi anni – puntualizza – Quello 2004 non teneva conto delle infrastrutture esistenti del territorio che avevano strutturato nel tempo una programmazione che erano costretti a ridimensionare. Le attività produttive con questo nuovo piano, invece, possono programmare gli investimenti e ristrutturare”.

Un piano demaniale “scandaloso” invece secondo Acerbo, che non si risparmierà di certo.

“Siamo pronti a emendamenti ostruzionistici – conclude – Questo piano è stato portato in Consiglio dentro la campagna elettorale. I nostri obiettivi restano quelli di tutelare la vista del mare e bloccare la cementificazione ulteriore dell’arenile che va riqualificato.dal punto vista naturalistico in un’ottica di turismo di qualità, contemperando le attività economiche. La spiaggia è un bene di tutti e non può essere trattata come una marchetta elettorale”. Marianna Galeota