L’AQUILA – “Non è necessario che io diventi sottosegretario, l’importante è che si dia continuità all’importantissimo lavoro di Giovanni Legnini. E non sarò assessore regionale ombra alla Cultura, ma esplicita ambasciatrice a Roma come mi ha chiesto D’Alfonso”.
Lo afferma ad AbruzzoWeb la senatrice del Partito democratico Stefania Pezzopane, nelle ore in cui il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, e il vice presidente, Giovanni Lolli, fanno pressioni sul premier Matteo Renzi per garantire una continuità al ruolo da sottosegretario ricoperto fino a pochi giorni fa da Legnini, nominato vice presidente del Consiglio superiore della magistratura. Spendendosi per il nome della Pezzopane come sostituto.
“Della questione se ne stanno occupando altri – dice lei – preferisco non entrare nel merito. Posso solo dire che di ricostruzione post-sismica se ne deve occupare comunque la presidenza del Consiglio, perché è un tema che deve restare una priorità del Paese, e che il territorio abbia un interlocutore forte al governo, che conosce i problemi, che dia continuità ad un assetto di governance che sta ottenendo risultati”.
E la senatrice entra poi nel merito dell’ipotesi che la vedrebbe anche come una sorta di assessore “ombra” alla Cultura, facendosi di fatto carico di una delle tante, forse troppe deleghe del presidente Luciano D’Alfonso, che di altri assessori non ne può nominare, ma che ha assegnato formalmente la delega a Lolli, rafforzando la sua posizione.
“Confermo: a me Luciano ha chiesto una mano – replica la senatrice – ma non come assessore ombra, ma come una ben visibile ambasciatrice a Roma, per aiutare ad applicare le nuove leggi che imporranno grandi cambiamenti nelle politiche culturali della nostra regione, con la fusione dei teatri. Il presidente – conclude – mi ha chiesto di far valere i buoni contatti già attivati per ottenere ad esempio i fondi del festival Cantieri dell’immaginario, e in tante altre occasioni che ho perorato le esigenze della cultura abruzzese presso governi e ministeri”.





