L’AQUILA – “Io ho vissuto l’esperienza della Protezione civile di prima, con Guido Bertolaso, e quella di oggi con Fabrizio Curcio. Bertolaso era molto potente: era sottosegretario, commissario e capo dipartimento”.

A parlare è la senatrice del Partito democratico ed ex presidente della Provincia dell’Aquila Stefania Pezzopane, che è stata ospite di Un giorno da pecora, il programma di Rai Radio1 condotto da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro.

Nel dicembre 2009 la Pezzopane fu tra quelli che premiarono Bertolaso all’Accademia di belle arti con il riconoscimento “Il Guerriero di Capestrano”, ma poi si è in qualche modo distaccata.

Intervistata quasi otto anni dopo, infatti, non ha nascosto che Bertolaso non le piaccia molto. “No, non mi piace: lette le sue intercettazioni mi sono venuti i brividi, per non dire altro”, ha dichiarato in riferimento alla telefonata shock sulla “operazione mediatica per rassicurare la gente” che lo ha condotto anche sotto processo.

Bertolaso, tuttavia, è stato poi assolto dalle accuse di omicidio. “Si, c’è ancora qualcosa, ma insomma…”, la risposta veloce della Pezzopane.

E che cosa è cambiato nella Protezione civile da allora? “Prima, il capo poteva fare tutto – ha rilevato – Ora, invece, può fare molto poco, è molto imbrigliato”.

Sul ruolo di Curcio nel caso della vicenda Rigopiano e dei terremoti degli ultimi mesi, sempre secondo la senatrice “si è fatto molto, ma non c’erano i mezzi che servivano”.

Lo Stato ha fatto tutto quello che poteva? “Lo Stato ha fatto il possibile, ma bisogna assolutamente prepararsi di più: se sono annunciate delle precipitazioni nevose – ha concluso la Pezzopane a Rai Radio1 – In montagna ci devono essere più mezzi pronti”.