L’AQUILA – “La norma annunciata dal ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo relativa all’ampliamento della fascia di rispetto delle trivellazioni a mare a cinque miglia dalle coste è sicuramente un passo importante nella giusta direzione contro la petrolizzazione selvaggia dell’Abruzzo ma certamente inadeguata alla soluzione del problema”.

E’ quanto afferma Bruno Evangelista, portavoce regionale di Alleanza per l’Italia. “Il provvedimento che ha carattere nazionale è inserito infatti in una norma che non tiene in nessuna considerazione la specificità abruzzese rispetto alla quale si rende, alla luce di queste aperture, ancor più necessario un decreto legge urgente del governo successivo a risoluzione del consiglio regionale che dia mandato al presidente Chiodi di attivarsi in questo senso”.

“La richiamata norma (al momento solo annunciata) se da un lato riduce, anche se solo in parte, il rischio ambiente dall’altra non interviene in nessun modo sulle perforazioni a terra che interessa ben 221 comuni su 305 e che di fatto fanno dell’Abruzzo un vero e proprio distretto minerario”.

“Al momento è necessario – continua Evangelista – far comprendere ai nostri amministratori che la nostra regione ha già vincolato larga parte del proprio territorio a parchi e riserve naturali, quale patrimonio naturalistico dell’intera nazione, per cui decretarne per legge la incompatibilità con l’estrazione di minerali fossili risulta ampiamente giustificativo di una propria evidente peculiarità”.