ROMA – “Oggi il governo cancella una delle tasse più odiate dagli italiani”. Con queste parole la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha annunciato, nel pomeriggio del 16 settembre, l’abolizione del bollo auto per il 2027.

In realtà, dalle prime informazioni, non si tratterà di una vera e propria abolizione, ma di un’esenzione una tantum che riguarderà solo le persone fisiche e solo una parte del circolante: le auto piccole e medie regolarmente assicurate – si parla del 70% delle vetture in circolazione – e tutte le moto. Complessivamente, circa 14,5 milioni di veicoli.

L’ipotesi era nell’aria da tempo, da quando ne parlò, a metà giugno, il presidente di centrodestra della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, seguito a fine luglio dal vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani e, pochi giorni dopo, dal presidente di centrodestra della Regione Piemonte, Alberto Cirio.

La tassa automobilistica, infatti, pur essendo disciplinata da una legge nazionale che risale al 1953, è attribuita alle Regioni e alle due Province autonome di Trento e Bolzano e complessivamente vale circa 7,4 miliardi di euro, risorse con le quali viene finanziata la sanità. Secondo alcune prime stime, questo intervento dovrebbe costare circa 2,5 miliardi di euro, che in qualche modo lo Stato dovrà restituire alle Regioni.

Resta da capire, oltre al perimetro esatto dei veicoli coinvolti, se, come era stato ipotizzato ieri dal quotidiano economico Il Sole 24 Ore, il taglio del bollo sostituirà il taglio delle accise, che finora è costato allo Stato oltre 2 miliardi di euro.

“Esprimiamo apprezzamento per la misura approvata dal Consiglio dei Ministri, che esenta dal pagamento del bollo auto e moto una importante fetta di cittadini, sollevandoli da un onere amministrativo, burocratico e fiscale. Per questa misura ringraziamo il presidente Meloni e l’intero Governo. Nello stesso tempo, questo provvedimento alleggerisce anche le Regioni, che saranno ristorate dallo Stato per un importo equivalente, senza dover più affrontare l’incertezza legata alla riscossione e al recupero dell’evasione. È una misura che semplifica il rapporto tra cittadini e istituzioni e stabilizza le entrate delle Regioni nel rapporto con lo Stato”.

Lo hanno dichiarato i Presidenti della Regione Abruzzo Marco Marsilio, della Regione Basilicata Vito Bardi, della Regione Calabria Roberto Occhiuto, della Regione Lazio Francesco Rocca, della Regione Liguria Marco Bucci, della Regione Lombardia Attilio Fontana, della Regione Marche Francesco Acquaroli, della Regione Molise Francesco Roberti, della Regione Piemonte Alberto Cirio, della Regione Sicilia Renato Schifani, della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti e della Regione Veneto Alberto Stefani.