PESCINA – Si sono svolti ieri nella chiesa Santa Maria delle Grazie a Pescina (L’Aquila), i funerali di Cristian Troiani, il carabiniere di 37 anni trovato morto nella sua abitazione lunedì mattina.

Accanto al cadavere la pistola d’ordinanza, circostanza che ha fatto pensare da subito a un suicidio.

L’autopsia confermerebbe questa ipotesi, anche se la Procura di Avezzano (L’Aquila), secondo quanto riferisce il quotidiano Il Centro, ha comunque aperto un fascicolo contro ignoti.

Ancora incredulo il paese dove il militare viveva con la moglie Assuntina (la coppia non aveva figli), che ha ritrovato il corpo del marito al suo rientro dal turno di notte alla Micron di Avezzano, per un gesto ritenuto così assurdo da parte di una persona solare e impegnata nel sociale, circondato da tanti amici, gli stessi con i quali ha trascorso la sua ultima notte.

Tanto è stato lo stupore che per molte ore è circolata la voce che il vice brigadiere non si fosse sparato da solo, considerato che si erano recati a casa sua, per i rilievi, anche gli uomini del Reparto investigazioni scientifiche (Ris) dei carabinieri.

A ogni modo, la famiglia ha inteso nominare due legali di fiducia per seguire l’evolversi della faccenda: uno è Edmondo De Amicis, l’altro è l’avvocato Maurizio Di Nicola, primo cittadino del Comune marsicano.

Il carabiniere prestava servizio presso la stazione di Collarmele (L’Aquila), dove si era trasferito per riavvicinarsi a casa dopo una carriera trascorsa in reparti operativi. (red)