L’AQUILA – La corte d’Appello dell’Aquila ha condannato a 8 anni e 11 mesi di reclusione il dj 43enne originario di Pescina per reati legati alla pedopornografia; l’uomo in primo grado, con il rito abbreviato grazie al quale si ottiene uno sconto di un terzo della pena, aveva subito una condanna a nove anni.

Otto le giovani vittime implicate nel procedimento, alle quali i giudici hanno stabilito dovrà essere risarcita una somma di 120 mila euro ciascuno.

Il dj era accusato di detenzione di materiale pornografico, pedopornografia e violenza sessuale nei confronti di minori. Stralciata, invece, l’accusa di violenza privata.

Il legale dell’uomo, Roberto Verdecchia, ha annunciato ricorso in Cassazione per il suo assistito, al quale sono state negate le attenuanti generiche.

Sono una trentina gli episodi di abusi scoperti dai Carabinieri di Avezzano (L’Aquila): in alcuni casi le vittime, riprese con una telecamera e non sono state ancora individuate.

I minori di 14 anni finiti nella rete del pedofilo sarebbero 14, stando alle indagini svolte dai militari dell’Arma, ma solo otto hanno deciso di costituirsi parte civile.

Nel corso delle perquisizioni sono state rinvenute videocassette e filimini a luci rosse nei quali l’imputato è insieme ai minori; sequestrati anche un pc, altre cassette porno e oggetti che venivano usate per adescare le vittime degli abusi.