PESCARA – La procura di Pescara ha chiuso l’inchiesta relativa ad una maxi evasione fiscale internazionale da 90 milioni di euro, che il 21 ottobre scorso ha portato in carcere l’imprenditore del settore aereo, Giuseppe Spadaccini.
L’avviso di conclusione delle indagini è stato firmato dal Pm Mirvana Di Servio: 18 in totale gli indagati, tra loro, oltre a Spadaccini, il notaio pescarese Massimo D’Ambrosio, il commercialista di Chieti, Giacomo Obletter, il consulente fiscale Leonardo Valenti, l’avvocato Francesco Valentini. Sei posizioni di personaggi ritenuti minori sono state stralciate in attesa di archiviazione.
Secondo l’accusa Spadaccini sarebbe stato il promotore di un’operazione illecita, consistente sostanzialmente nella creazione all’estero di false compagini societarie. Spadaccini avrebbe promosso e organizzato attraverso collaboratori italiani una fitta rete di società italiane e portoghese che, fra il 1999 e il 2008 avrebbero emesso ed utilizzato fatture per operazioni inesistenti per 30 milioni di euro. Un giro vorticoso di denaro, a detta degli inquirenti, al fine di sottrarre i ricavi delle società italiane al fisco, creando fondi occulti all’estero.
Nel corso delle indagini, condotte dalla Guardia di Finanza di Pescara, sono stati sequestrati immobili, quote societarie, uno yacht e saldi attivi su conti correnti per quasi 12 milioni di euro.




