PESCARA – Un giovane è morto nella tarda mattinata nel pronto soccorso dell’ospedale di Pescara dove era stato trasportato dopo essere stato trovato con ferite e lesioni in una pozza di sangue all’interno di un pianerottolo di uno stabile del cosiddetto Ferro di Cavallo, il complesso di case dove fu aggredita lo scorso febbraio una troupe della Rai. La Polizia ha confermato l’omicidio: il 35enne è stato pestato a sangue dopo un litigio. Non era residente nel quartiere. Quando sono intervenuti i soccorsi era ancora vivo, ma il trasporto in ospedale è stato vano.
Nel pomeriggio il presunto assassino è stato arrestato: si tratta di Guerino Spinelli, 29enne di etnia rom con numerosi precedenti di polizia. Nei suoi confronti gli uomini della Mobile, diretti da Dante Cosentino, stanno eseguendo il fermo di polizia giudiziaria. L’ipotesi di reato è omicidio volontario. Il giovane verrà ora portato in carcere.
La vittima è Marco Cervoni: originario di Penne (Pescara), negli ultimi tempi viveva a Rancitelli, quartiere considerato la centrale dello spaccio abruzzese. La Polizia, anche attraverso le testimonianze dei residenti della zona, sta lavorando per ricostruire l’accaduto nei dettagli.
Fin dal primo momento l’ipotesi di omicidio è stata la pista principale seguita dagli investigatori. La vittima avrebbe problemi di tossicodipendenza. Il corpo dell’uomo presentava traumi e lesioni che sembrerebbero compatibili con un’aggressione o con una colluttazione.
Il sostituto procuratore che si sta occupando del caso è Paolo Pompa. Nel complesso è al lavoro la Polizia, con squadra Volante, Mobile e Polizia scientifica e con il supporto dei Carabinieri. Insieme con i Vigili del Fuoco sono stati ispezionati due appartamenti. Arrivati anche gli specialisti della Polizia scientifica di Ancona.
Il fatto ha riproposto in maniera drammatica il problema-sicurezza al Ferro di Cavallo. Il consigliere regionale M5S, Domenico Pettinari, ha chiesto che la zona venga militarizzata. Il sindaco Carlo Masci ha annunciato l’obiettivo di abbattere in toto, o in parte, il “Ferro di cavallo”: “Dove sono stati creati ghetti – aggiunge il sindaco – noi daremo spazi, come parchi o piazze, che consentano ai cittadini di sentirsi sicuri in contesti vivibili”.






