PESCARA – “Domani, 9 marzo, la protesta dei 65 ex precari della Attiva raggiungerà il triste traguardo dei due mesi ininterrotti di ‘occupazione’ di piazza Italia e, dopo 60 giorni, la Giunta comunale di Pescara guidata dal sindaco Marco Alessandrini si sta dimostrando completamente incapace di individuare una strategia di risoluzione di un vero dramma. Se vuole, tra l’altro, l’amministrazione può subito trasferire ad Attiva la gestione del verde”. 

Lo afferma in una nota il capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo, Lorenzo Sospiri. 

“Siamo di fronte a una situazione di impasse inconcepibile e inaccettabile – tuona Sospiri – da parte di chi governa e che inspiegabilmente continua a rifiutare l’unica strada percorribile, ovvero l’affidamento alla Attiva di nuovi servizi, come la gestione e manutenzione del verde cittadino che consentirà di riassorbire le 65 unità rimaste a casa facendole assumere a tempo indeterminato da una società di somministrazione di lavoro, secondo una formula già applicata senza alcuna obiezione giuridica in altri Comuni italiani”. 

“Ormai da giorni la piazza-giardino antistante il Palazzo Comunale, quella occupata dal 9 gennaio scorso, dalle tende che ospitano i 65 ex lavoratori di Attiva, e’ stata trasformata in un luogo-simbolo – sottolinea -. Alle tende da campeggio, alle fornacelle e ai bidoni usati per riscaldarsi, accanto alle cataste di legno, si sono aggiunti stendini e fili volanti, dai quali penzolano camicie, maglie e slip, un’allusione chiara alla condizione nella quale sono ridotte quelle 65 famiglie. Stamattina quegli stessi lavoratori hanno manifestato il loro disagio celebrando l’8 marzo mettendosi a regalare mazzetti di mimose ai semafori del centro cittadino, alla stessa stregua degli ambulanti abusivi che imperversano sulle nostre strade sotto lo sguardo indifferente del sindaco-fantasma Alessandrini, lo stesso sindaco che da due mesi non degna di un’occhiata quei 65 ex precari senza stipendio da 60 lunghi giorni”. 

“Ma è ormai evidente che il clima si sta esasperando ogni giorno di più – lamenta poi Sospiri – comprensibile pensando a quelle 65 persone che in due mesi si sono viste proporre solo l’elemosina da un’amministrazione inadeguata, ossia accettare la soluzione dei lavori socialmente utili o dei tirocini formativi ad appena 600 euro al mese. Una soluzione inaccettabile e soprattutto inspiegabile perché bastava studiare cosa sta accadendo in altre situazioni del tutto simili per trovare una strada già tracciata, ovvero: l’amministrazione deve cedere alla società in house che è Attiva, ovvero una società a totale capitale pubblico, il cui unico socio è il Comune, dei servizi che oggi fanno capo al Comune, esattamente come abbiamo fatto con il cimitero”. 

“L’amministrazione può subito trasferire ad Attiva la gestione del verde – la proposta dell’esponente forzista – per la quale la società ha già competenze e attrezzature, e gli operatori potranno essere riassorbiti facendoli assumere da una società di somministrazione di lavoro, come ha già fatto, ad esempio il Comune di Capaccio, senza sollevare alcuna obiezione di legittimità. Tutte le altre ipotetiche soluzioni, rappresentano solo un becero tentativo di temporeggiamento nella speranza che quelle 65 famiglie si arrendano e abbandonino la protesta in piazza Italia”. 

“Al contrario – conclude – la mancanza di risposte da parte della giunta Alessandrini non farà altro che esacerbare gli animi e i toni della protesta”.