PESCARA – Un finanziamento di 2 milioni e mezzo di euro per il dragaggio dei porti commerciale e canale di Pescara.

È quanto previsto dal progetto di legge regionale, in itinere, per rimuovere 120 mila metri cubi di fango dai fondali marini.

“Se, come riteniamo, il materiale da asportare non dovesse risultare inquinato, lo stesso potrebbe essere sversato in una buca naturale dell’Adriatico”.

A dirlo è Lorenzo Sospiri, coordinatore provinciale del Popolo della libertà e consigliere regionale.

“I lavori – prosegue Sospiri – comincerebbero intorno alla metà di settembre, al termine della stagione balneare. Con costi contenuti, si riuscirebbe così a mettere finalmente fine all’annoso problema del dragaggio”.

Se i test e le ricerche effettuate dall’università dell’Aquila daranno un responso positivo sull’efficacia dell’intervento, il presidente della Provincia, Guerino Testa, provvederà subito a inviare la documentazione al ministero dell’Ambiente, per avere il via libera sull’inizio delle operazioni.

L’idea è stata accolta positivamente anche da parte dello schieramento di centrosinistra.

“Siamo d’accordo con la proposta, purché, però, vi siano le condizioni di sostenibilità ambientale e vengano rispettate le norme vigenti in materia”.

A dirlo è Camillo D’Alessandro, capogruppo del Partito democratico in Abruzzo.

“Tutti – ha concluso D’Alessandro – auspichiamo una rapida risoluzione del problema dragaggio del porto di Pescara”.