PESCARA – “Qualcuno ha sbagliato”, lo dice il consigliere comunale del Partito democratico Enzo Del Vecchio, a seguito della conferenza stampa di questa mattina del direttore generale dell’Arta, Mario Amicone, e dei tecnici dell’Agenzia, in merito alle analisi dei materiali che si sono accumulati nella darsena del porto di Pescara.

Da una parte ci sono le analisi dell’Arta, che parlano di materiali non contaminati da pesticidi, e dall’altra quelle commissionate dal Noe che parlano di materiali contaminati da pesticidi, nonostante i campioni esaminati siano gli stessi.

Del Vecchio parte da un presupposto, come scrive su una nota: “Se le analisi dell’Arta possono essere messe in discussione – afferma – questo dovrebbe valere anche per quelle svolte da altri soggetti, anche se per conto della Procura”.

“Dai dati forniti questa mattina dall’Arta – commenta il consigliere comunale – viene ancora una volta confutata l’ipotesi avanzata nel provvedimento di sequestro della Procura aquilana di una presenza di Ddt (pesticidi) i cui valori risultano essere un milione di volte al di sotto della soglia di rischio, diversamente da quanto evidenzierebbero i risultati prodotti dai tecnici incaricati dalla stessa Procura”.

Del Vecchio sostiene poi che “discrepanze così abnormi tra le analisi dell’Arta e quelle promosse dal Noe portano inevitabilmente a ritenere che qualcuno ha sbagliato. Per una sorta di timore reverenziale che si ha nei confronti dell’organo giudiziario, viene quasi automatico puntare il dito dall’altra parte. Ma ciò che sta accadendo al porto di Pescara merita chiarezza da parte di tutti, sia per la gravità rappresentata da un nuovo blocco delle operazioni di dragaggio, sia per il rischio connesso alle condizioni attuali del porto che potrebbero diventare serissime in caso di esondazione”.

L’esponente del Pd chiede quindi che si chiarisca “come sia possibile che il risultato delle analisi di appena sette campioni dei sedimenti dei materiali da dragare, cioé le analisi del Noe, possano capovolgere l’esito di altrettante analisi svolte su ben 60 campioni di sedimi raccolti dall’Arta e cha ha visto impegnate le strutture provinciali dell’Agenzia di Pescara, Chieti, L’Aquila e Macerata”.

Il consigliere si dice anche preoccupato per il fatto che “i punti di campionamento utilizzati dai tecnici della Procura risulterebbero, secondo le piantine mostrate dall’Arta, al 90 per cento tutti al di fuori dell’area oggetto di dragaggio”.

E aggiunge: “apprendere da un altissimo ‘servitore dello Stato’ qual è il procuratore capo della Procura della Repubblica dell’Aquila che nel porto di Pescara vi sarebbero elementi contaminati addirittura mortali, impone l’attivazione immediata di misure necessarie a garantire tutte le tutele possibili ai soggetti che potrebbero venire a contatto con queste sostanze se il porto è aperto”.

In conclusione , esorta “assoluta serenità e rispetto di tutti i soggetti in campo, celerità e chiarezza per le sorti di Pescara”.