PESCARA – “Il Comune di Pescara per fare cassa, invece di aumentare le tariffe e tagliare i fondi per i servizi sociali, potrebbe fare ricorso al suo patrimonio immobiliare assegnando gli spazi vuoti e accertando i casi di morosita”.

Lo ha detto il consigliere comunale del gruppo Sinistra, ecologia e libertà (Sel), Giovanni Di Iacovo, nel corso di una conferenza stampa sulla gestione del patrimonio immobiliare e sul bilancio del Comune di Pescara.

Il consigliere comunale Di Iacovo e Davide Pace, della segreteria di Sel, hanno evidenziato che non esiste un inventario dei beni immobiliari del Comune, la cui consistenza si aggira attorno ai 390 milioni di euro, e che ci sono casi di morosità per circa un milione e mezzo di euro.

Tra i casi più eclatanti quello di un appartamento in via Catania con un affitto annuo di 1.877 euro, di una villetta a Montesilvano con un affitto annuo di 1.725 euro, entrambi utilizzati da privati, di una parrochia a Colle Marino e di un appartamento, nei pressi dell’ex Aurum, che ospita un’associazione.

I rappresentanti di Sel hanno anche fatto notare che l’ordine degli avvocati usufruisce, all’interno del tribunale, di 800 metri quadri a canone zero.

Anche la sede della fondazione Tiboni, non gestita dal patrimonio, risulta a canone zero.

Di Iacovo e Pace hanno sottolineato poi la presenza di numerosi spazi vuoti e in buono stato e altri da ristrutturare che potrebbero essere assegnati alle oltre 380 associazioni che operano sul territorio.

Critiche anche al bilancio per i tagli al sociale e gli aumenti delle tariffe.