L’AQUILA – Vasco non incendierà i fans all’Adriatico di Pescara. Non quest’anno, almeno.

In attesa di migliori condizioni fisiche, del recupero di cui il ‘dimissionario’ rocker di Zocca avrebbe bisogno per dedicarsi alla nuova versione della sua immensa carriera, ora che gli anni pesano e incidono sulla possibilità, non certo sulla voglia, di sbranare centinaia di migliaia di adepti dagli ‘imperiali’ palchi su cui gli si chiede di salire praticamente tutte le estati.

Vasco ha da tempo un dolore lancinante che è passato dalla spalla alla schiena, complice una costola probabilmente rotta.

In clinica per ‘libera scelta’, sta provvedendo a rimettersi in sesto.

Ma sono i numeri da capogiro che continuano a rendergli il pre-pensionamento molto complesso.

A ‘casina sua’ a San Siro il 2011 ha segnato il record di date, ben quattro. L’ultima, quella del 22 giugno, verrà ricordata per il ritardo mal digerito da molti fans e i conseguenti tagli in scaletta.

Serve riposo, non c’è nulla da fare. Da fine agosto è in agenda la seconda parte del tour, poi, dopo settembre, si inizierà a capire se le dimissioni da rockstar saranno veritiere oppure no.

In soldoni, insomma, se il nostro cinquantanovenne duro a morire continuerà a celebrare messe dai “sansiri”, oppure se si dedicherà alla cura del gran bel film della sua vita in altre forme meno dispendiose, a cominciare dal film-documentario Questa storia qua, il 5 settembre al Festival del cinema di Venezia, la cui diretta dal tappeto rosso fino alla proiezione sarà garantita live via satellite in 200 cinema del Belpaese.

AbruzzoWeb continuerà imperterrito a raccogliere firme per fargli sapere che L’Aquila per lui c’è e ci sarà sempre.

Non saranno certo i tuoi sessant’anni a spaventarti. Vieni qui, Blasco. Vieni qui! (r.s.)