PESCARA – Lavoratori dell’università “D’Annunzio” riuniti in assemblea generale mercoledì 29 nella sede pescarese dell’ateneo per discutere dei risultati dell’incontro sindacale avuto il giorno prima con i vertici dell’università teatino-pescarese.

Argomento caldo: la riproposizione dell’Ima (indennità mensile di ateneo) sugli stipendi del personale tecnico-amministrativo, Ima, che vale dai 300 euro al mese in su, tagliata ad agosto scorso. Da allora i  lavoratori dell’università vanno avanti a stipendio ridotto ma con la promessa di poter riavere l’indennità non appena verrà certificato il fondo del salario accessorio dal quale poter erogare l’indennità mensile. 

La certificazione di tale fondo deve avere l’avallo del Ministero di economia e finanza che, al momento, ha riconosciuto solo una parte del fondo, poco più di 800 mila euro. Manca all’appello circa un milione e 100 mila euro per poter riconoscere tutto il fondo e tornare a erogare il sostegno economico mensile.

Da questo punto di vista i sindacati hanno chiesto all’università di stanziare in proprio la somma mancante e colmare il deficit, visto che, hanno sostenuto, da quest’anno modifiche normative consentono alle istituzioni universitarie di fare un’operazione di questo genere. 

La proposta ha colto di sorpresa i vertici universitari, rettore Carmine Di Ilio e direttore generale Filippo Del Vecchio in primis, che, però si sono detti disponibili a verificare questa possibilità. All’incontro erano presenti anche i due membri del consiglio d’amministrazione Luigi Capasso e Stefano Civitarese che hanno dato la disponibilità anche del Cda, qualora questa ipotesi fosse davvero percorribile. 

Altra novità riferita ai lavoratori è la disponibilità dei vertici universitari a mettere su una commissione di lavoro paritetica, con esponenti del sindacato e dell’amministrazione universitaria, che possa finalmente controllare tutta la documentazione relativa all’erogazione dell’Ima per poter ricostruire quel fondo da cui l’Ima può tornare ad essere erogata. 

I sindacati sono convinti che quei documenti che certificano l’attestazione del fondo per il salario accessorio ci sono. Si va, in particolare alla ricerca, di quelle relazioni dei revisori dei conti che attesterebbero lo stanziamento dei soldi necessari per il salario accessorio. 

Una volta ritrovati si potrà ricostruire il fondo a norma e l’Ima potrà tornare negli stipendi del personale. 

Per quanto riguarda i delegati sindacali, erano presenti in assemblea sia quelli territoriali che i nazionali. C’erano infatti Moreno Verdi, Flc Cgil nazionale, con i delegati locali Marita Agnifili e Maria Lidia De Biasi, Claudio Amicucci, Uil Rua nazionale, con il delegato locale Valentino Barattucci, Giuseppe Polinari della Csa Cisal nazionale con il segretario locale Goffredo De Carolis e c’era, infine, tutta la Rsu compreso il coordinatore Luigi Fusella che un decreto del rettore aveva destituito dal ruolo per incompatibilità con un’altra carica rivestita dal Fusella. 

Il decreto rettoriale, però, è stato ignorato, in quanto tutti i sindacati hanno protestato contro quella che è stata definita come un’entrata a gamba tesa dei vertici universitari in un territorio, quello sindacale, nel quale non hanno alcuna competenza e autorità.