PESCARA – Fumogeni colorati, petardi e uno striscione: “Pescaresi scusate”.
Come annunciato, la marineria pescarese è scesa stamani in strada ancora una volta per protestare contro il ritardo nel pagamento della cassa integrazione e per il mancato avvio dei lavori di dragaggio del fiume Pescara.
Un centinaio di marinai ha stazionato prima dinanzi la Prefettura e poi davanti palazzo di città. A controllare i manifestanti c’erano alcune decine di agenti di polizia in assetto antisommossa.
I manifestanti hanno lanciato alcuni slogan contro i politici abruzzesi ritenuti colpevoli del mancato dragaggio.
Per alcuni minuti, alcuni rappresentati della marineria, hanno avuto un colloquio in strada con il presidente della Provincia, Guerino Testa.
La protesta ha mandato in tilt il traffico pescarese.
Successivamente il blocco è rientrato e la marineria si è spostata in massa nell’aula consiliare del Comune dove armatori e pescatori stanno incontrando il presidente della Regione, Gianni Chiodi, che stamani si trova a Pescara per una conferenza stampa.
Chiodi si è impegnato affinché ci sia un’accelerazione sia per il pagamento della cassa integrazione, sia nelle operazioni di dragaggio.
“Già questo pomeriggio – ha detto – parlerò con l’Inps per vedere quali siano i problemi che stanno causando questo ritardo per la cassa integrazione, nonostante la disponibilità dei fondi”.
“Come Regione Abruzzo – ha aggiunto – faremo pressione ai vari soggetti protagonisti, e lo farò anche pubblicamente, affinché ci sia una risposta chiara su quali sono i problemi ulteriori”.




