PESCARA – “Il piano acustico approvato dalla giunta comunale di Pescara pochi mesi fa, non è nelle corde di determinata politica e questa mattina, nella commissione ‘controllo e garanzia’ si è palesato eufemisticamente il dissenso di una parte fondamentale della maggioranza”.

Lo scrive in una nota il consigliere al Comune di Pescara Domenico Pettinari che parla di “epitaffio della movida”.

“Oltre al volare degli ‘stracci’ di vari consiglieri comunali di centrodestra e all’ascoltare le necessità degli operatori del settore attorno al mercato di Piazza Muzii – spiega -, abbiamo ascoltato anche la volontà degli stessi imprenditori della movida (con un contributo della politica), di installare pannelli o teli fonoassorbenti, o che comunque attenuino i decibel. Sostanzialmente molto vicina alla nostra proposta in Consiglio comunale, dove chiedevamo di allungare fino all’una la chiusura dei locali nei fine settimana, e la necessità di incentivare l’installazione di tutto ciò potesse servire a mitigare il rumore. Precisiamo che il livello di decibel che si chiede per rientrare nella norma, non si rispetterebbe comunque, visto che anche il brusio in strada, supererebbe il limite imposto”.

“Altra cosa è ciò che l’amministrazione avrebbe fatto per monitorare il rumore, acquistando dei fonometri di ‘classe1’ (50-60.000 euro) che sembrerebbero non a norma, e che avrebbero prodotto dati che sarebbero serviti a monitorare semestralmente gli eventuali sforamenti.  Questi stessi dati, sono stati letti da un tecnico esterno all’amministrazione, alla modica cifra di 7- 8.000 euro. L’unico problema è che dopo aver notificato l’inutilità degli stessi fonometri, l’Agenzia Regionale di Protezione dell’Ambiente (unico ente pubblico a poter certificare determinati dati), avrebbe invalidato la lettura dei dati usciti da questi fonometri acquistati, installati, ma a quanto pare totalmente inutili”.

“Un ‘pasticciaccio’ combinato dall’attuale amministrazione, che invece di programmare e avere una visione lungimirante anche verso la ‘nuova Pescara’, si limita a pagare ciò che una sentenza gli impone e sfornare delibere che negli anni hanno solo procurato depressione nell’economia della città e degli stessi operatori economici, che negli anni hanno investito centinaia di migliaia di euro in quel luogo specifico della città”, conclude Pettinari.