PESCARA – Nessuna proposta d’acquisto è arrivata al Comune di Pescara dai musei di Berlino o di Monaco per lo Huge Wineglass dell’architetto Toyo Ito, ingabbiato nella centrale piazza della Rinascita in attesa dell’esito delle perizie ordinate dal Tribunale per capire le cause del cedimento, avvenuto nel febbraio 2009, a soli due mesi dall’inaugurazione.

Intanto il vicesindaco Berardino Fiorilli pensa a un’asta pubblica per venderlo o a una sistemazione in uno dei musei cittadini. “Di certo – afferma Fiorilli – verrà rimosso dalla piazza dove non si è mai armonizzato con il contesto urbano”

Fiorilli oggi ha incontrato il critico d’arte Luca Beatrice per il quale, riferisce, “il calice di Toyo Ito, parallelepipedo realizzato in polimetilmetacrilato, non può essere considerato un’opera d’arte, ma piuttosto va giudicata la realizzazione di un architetto”.

“Tali affermazioni – commenta il vicesindaco – giunte dall’esterno dell’amministrazione, hanno confortato le tesi del nostro governo cittadino che non ha mai condiviso quell’opera, specie considerandone i costi e le conseguenze. Ci spiace che l’immagine della città venga ancora accostata a un manufatto che si è rotto dopo appena 64 giorni dall’installazione, che quella struttura debba ancora restare nel cuore della città”.

“Quando il Tribunale avrà rimesso l’opera a disposizione dell’amministrazione – annuncia Fiorilli – il ‘bicchiere’ sarà spostato da piazza della Rinascita per restituire ai pescaresi uno spazio vitale da sempre simbolo di aggregazione e ritrovo”.

Quanto a eventuali offerte d’acquisto, “semmai dovessero arrivare – afferma – valuteremo anche quelle”.