PESCARA – Anche a Pescara, come nel resto d’Italia e del mondo, gli studenti delle scuole superiori e gli universitari sono scesi in piazza per “reclamare una risposta alla crisi diversa da quella che viene proposta”.

A Pescara hanno aderito oltre agli studenti anche le associazioni culturali, le giovanili di partito, ed Espressione libre.

I manifestanti, circa mille, chiedono una società diversa che “investa sui beni comuni, sull’istruzione, sulla sanità, sulla giustizia sociale”.

“Non vogliamo una scocietà asservita alle leggi del mercato e del profitto – reclamano gli studenti – Vogliamo che sia il mondo dell’alta finanza a pagare la crisi che ha provocato e che non siano sempre le giovani generazioni e le fasce più deboli a pagarne lo scotto”.

I manifestanti dopo aver attraversato corso Vittorio Emanuele si sono fermati davanti al comune.

Una delegazione ha poi incontrato l’assessore comunale Berardo Fiorilli a cui hanno consegnato alcune richieste.

In particolare hanno chiesto la disponibilità di sale studio, l’attivazione di bus notturni e la realizzazione di un centro di aggregazione giovanile.

Da parte sua l’assessore ha detto che i bus notturni sono stati già sperimentati e, anche se non hanno avuto successo, si è impegnato a portare avanti il discorso.