PESCARA – “A distanza di due anni dall’insediamento del sindaco Luigi Albore Mascia, la città di Pescara attende ancora la riapertura del teatro Michetti”.

È la denuncia lanciata dal consigliere comunale del Partito democratico Paola Marchegiani.

“Nel corso di un Consiglio comunale dell’anno scorso – attacca la Marchegiani – il primo cittadino aveva annunciato che il teatro sarebbe stato restituito alla collettività: parole non rispettate”.  

“Il Teatro Michetti è stato regalato alla città di Pescara dall’amministrazione guidata da Luciano D’Alfonso – ricorda l’esponente del Pd – ed è stato comprato per la cifra di 2,35 milioni di euro dopo una lunga e faticosa trattativa portata avanti dall’ex assessore Adelchi De Collibus. È una delle tante opere nate nella precedente legislatura che l’attuale maggioranza non ha reso fruibile, come ad esempio il museo del Mare “G. Pepe”, concluso da due anni per cui bisogna solo realizzare una scala antincendio, la chiesetta di Sant’Anna e il Circolo Aternino che è stato utilizzato per un breve periodo solo grazie all’iniziativa della galleria privata Whit Projet”.

“L’amministrazione Mascia, invece, non riesce a trovare 150 mila euro per compiere quei piccoli interventi di manutenzione straordinaria che renderebbero immediatamente fruibile il teatro”, aggiunge il consigliere.

“Il teatro Michetti contiene 500 posti – conclude la Marchegiani – quasi come il teatro Marrucino di Chieti e può già da subito colmare quel vuoto che ha Pescara  di un teatro identitario della città”.

LA STORIA DEL MICHETTI

Un teatro, denominato Politeama Aternino esisteva già nella seconda metà del 1800 nella stessa ubicazione attuale del Michetti, ma isolato dagli edifici circostanti.

Nel programma amministrativo del 19 settembre 1887, redatto da Francesco d’Annunzio, padre del poeta Gabriele, già sindaco di Pescara e poi consigliere comunale, si affermava la necessità di un rinnovamento del Politeama.

Nel 1909 venne elaborato dall’ingegnere Antonio Liberi, su un preventivo di 12 mila lire il progetto di ristrutturazione del Politeama Aternino.

L’edificio era stato ceduto nel novembre 1907 a Donato Verrocchio, che a sua volta si impegnava a cederlo a Vicentino Michetti, noto artista pescarese, con l’impegno di “Costruire un teatro più capiente, più decoroso e più rispondente all’importanza della città” e il privilegio di dargli il proprio nome.

Il teatro “Vicentino Michetti” fu inaugurato il 6 agosto del 1910 con la rappresentazione del Werther di Massenet e con l’intervento del professor Giuseppe Romualdi.

L’edificio dal punto di vista stilistico, costituisce un esempio architettonico del movimento della Secessione Viennese, con alcuni elementi dello Jughendstil tedesco, quali le testine disposte alle chiavi d’arco delle cunette delle finestre del piano nobile.