PESCARA – “Bocciato perché meridionale”.
È l’accusa lanciata da una mamma di Pescara in una lettera inviata ad Affaritaliani.it nella quale racconta la sua odissea di “emigrante” a Torino.
“Mio figlio ha 13 anni – dice la signora Antonella Ginestra – e, dopo il divorzio da mio marito, per ragioni familiari, siamo andati in Piemonte”.
“Il preside della scuola dove ho iscritto il mio ragazzo – prosegue la mamma disperata – mi ha ricevuto a muso storto e ho respirato la sensazione che fosse a causa della nostra provenienza dal Sud”.
“Certo – ammetta la signora – la pagella di A. (questa l’iniziale del figlio, ndr) non era brillante ma bisogna tener conto che è un ragazzo reduce dalla separazione dei genitori”.
Alla fine, dopo varie peripezie e gli ostacoli messi – sempre secondo la Ginestra – da alcuni professori, il ragazzo viene bocciato.
“Andremo via da questa città, delusi, al più presto possibile”, è l’amara conclusione della signora.






