PESCARA – È morto ieri sera, in ospedale, a Pescara, Gilberto Ferri, 90 anni, uno degli imprenditori più noti del capoluogo adriatico, ex presidente della Camera di Commercio, un ruolo che ha ricoperto per 18 anni, fino al 1997.
Era ricoverato in ospedale, nel reparto di geriatria ed era malato da tempo.
Ferri era presidente dell’omonimo gruppo, con qualche centinaio di dipendenti, nota realtà distributiva del Centro Italia nel settore del materiale elettrico, elettrodomestici ed elettronica di consumi, articoli per la casa.
La sua famiglia ha fondato quella che è stata probabilmente la prima centrale idroelettrica in Abruzzo e dagli anni successivi al dopoguerra l’espansione nel settore dell’energia è stata costante. Ferri è stato, tra l’altro, presidente di banca e fondatore del primo consorzio fidi d’Abruzzo, console onorario in Belgio e presidente del Comitato nazionale per l’innovazione tecnologica in seno a Unioncamere. Nel 2007 era aveva ricevuto l’onoreficenza di Cavaliere del lavoro dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
IL CORDOGLIO DEL CONSIGLIO REGIONALE
PESCARA – “Gilberto Ferri è stato il simbolo di una generazione di uomini che ha consentito a Pescara di trasformarsi in una vera ed importante città”.
Lo ha detto il Presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Nazario Pagano, che a nome dell’Assemblea regionale ha inviato un messaggio di cordoglio alla famiglia dell’imprenditore pescarese Gilberto Ferri.
“Oggi – prosegue Pagano – lo spirito di quella classe imprenditoriale è andato perduto, e pertanto è necessario recuperare i loro insegnamenti che, a cavallo degli anni settanta, hanno favorito e spinto lo sviluppo economico di Pescara. Città – osserva il Presidente – che ha avuto una forte crescita anche grazie agli scambi commerciali nel terziario avanzato di cui Ferri è stato precursore”.
“L’imprenditore pescarese è stato anche interprete – aggiunge Pagano – di uno stile che consentiva ai protagonisti del mondo economico locale di partecipare con idee originali alle vicende politiche e amministrative della città e della provincia pescarese. Con la sua scomparsa – conclude Pagano – sparisce un pezzo di storia della nostra regione”.






