LEGA VINCENTE IN ENTRAMBI I COMUNI VUOLE FARE L'ASSO PIGLIATUTTO, SCALPITANO GLI ALLEATI DI FORZA ITALIA, FRATELLI D'ITALIA E CIVICI
PESCARA E MONTESILVANO: IMPAZZA IL TOTO ASSESSORI, TUTTE LE IPOTESI IN CAMPO
PESCARA – Archiviata la vittoria elettorale e i festeggiamenti, nel centrodestra impazzano le trattative,le riunioni e i conciliaboli per comporre le giunte dei neo sindaci di Pescara, Carlo Masci di Forza Italia, e di Montesilvano, Ottavio De Martinis, della Lega.
Se in entrambi i casi vincente è risultata essere la compattezza e l’ampiezza delle coalizioni, che hanno sbaragliato gli avversari del centrosinistra diviso, e del Movimento 5 stelle senza mordente, diventa ora complicato accontentare tutti i partiti e soddisfare i molteplici e robusti appetiti. In uno scenario che ricorda la partita della giunta in Regione: la Lega di gran lunga prima forza è tentata di fare l’asso pigliatutto, e gli alleati a tirare al più non posso la coperta dalla loro parte.
QUI comune di PESCARA
Cominciamo da Pescara: il sindaco forzista Carlo Masci, ex assessore regionale al Bilancio, ragiona sul seguente schema, per assegnare i nove posti in giunta, di 5 uomini e 4 donne, con jolly di peso rappresentato dalla carica di presidente del consiglio comunale: 4 assessori alla Lega, che ha ottenuto il 21,33% ed eletto 8 consiglieri, 2 assessori a Forza Italia (12,35% e 5 consiglieri), un assessore a Fratelli d’Italia ( 7,26% e 3 consiglieri), un assessore alla civica Pescara Futura (6,07% e 2 consiglieri). Un assessore da assegnare all’Unione di Centro, (3,37%, 1 consigliere) oppure alla civica Amare Pescara (2,88% e 1 consigliere). Schema che ovviamente è una base di aprtenza caloclato secondi i crismi del manuale Cencelli, in base al peso elettorale delle forze in campo, ma non è detto che venga poi rispettato.
Nella Lega è fuori dai giochi di giunta Vincenzo D’Incecco, il più votato con 1.023 preferenze, che è già consigliere regionale.
Un posto assicurato in giunta, e con deleghe pesanti non potrà che averlo Marcello Antonelli, 931 voti, in consiglio comunale da vent’anni, nella passata legislatura capogruppo di Forza Italia che poi per la mancata candidatura a sindaco ha raggiunto nella Lega il suo amico ex forzista e ora coordinatore cittadino Gianfranco Giuliante.
Certo l’ingresso in giunta anche per Gianni Santilli (909 voti ) consigliere comunale uscente, papabile anche come vicesindaco.
Altra quasi certa assessore è la funzionaria dell’amministrazione penitenziaria Maria Rita Carota, 662 voti.
Se la gioca per via delle quote rosa anche la giovane consulente finanziario, ex forzista Maria Luigia Montopolino. (590 voti).
In corsa l’avvocato Adelchi Sulpizio (759 voti), ex assessore alle Politiche della casa e Bilancio, con la giunta di centrosinistra di Marco Alessandrini, poi malamente estromesso a seguito di un rimpasto di giunta dell’ottobre 2016, e passato con i salviniani.
Forza Italia, che ha espresso il sindaco, non potrà avanzate troppe pretese, accontentandosi di due assessorati, anche se non è detto che questo accada.
Certa un poltrona da assessore per l’ex sindaco Luigi Albore Mascia, il più votato degli azzurri con 785 voti, e scalpitante ai nastri di partenza. Mascia, lo ricordiamo, è stato candidato a sindaco di Pescara per la coalizione di centro-destra, nel 2008, perdendo al primo turno contro il sindaco uscente D’Alfonso. Si è nuovamente candidato nelle elezioni comunali del giugno 2009 per Il Popolo della Libertà ed è stato eletto sindaco. Si è ricandidato nel 2014 perdendo al ballottaggio con Alessandrini. Voleva ricandiarsi per una quarta volta, ma poi ha ceduto il passo a Masci, e ora si presume passerà all’incasso, per la cortesua usata.
Per l’altro posto se la giocano il giovane avvocato, classe 1979 Manuela Peschi (586 voti), consigliera della Circoscrizione Colli-Villa Fabio. E l’ex assessore alle Finanze della giunta Mascia Eugenio Seccia (584 voti), meno favorito per via delle quote rosa.
Ammenochè Forza Italia non voglia optare per un assessore esterno, nella figura di Isabella Del Trecco, prima dei non eletti, già assessore all’Ambiente e Politiche abitative con Albore Mascia.
Per Fratelli d’Italia la partita per il posto da assessore è tra i più votati Alfredo Cremonese, 685 voti, capogruppo uscente dei meloniani, e l’avvocato Fabrizio Rapposelli, 611 voti, ex consigliere forzista, poi passato in Fdi. Se Fdi dovesse puntare i piedi, per chiedere più spazio, ovvero un altra poltrona in giunta la carta che Mascia potrebbe giocarsi è quella di nominare il loro assessore anche vicesindaco.
Per Pescara Futura assessore designato è Adamo Scurti , primo della lista con 399 voti, nella passata legislatura il presidente della Commissione Sport, poi uscito dalla maggioranza.
Qualche problemino per l’Udc, dove l’unico consigliere eletto, Massimiliano Pignoli con 831 voti, già consigliere comunale di centrosinistra con la Lista Teodoro, ha un procedimento giudiziario in corso per un un presunto voto di scambio prima delle elezioni comunali di maggio 2014. Si pare così l’ipotesi di “ripescaggio”, come assessore esterno per Giuseppe Bruno.
Il designato di Amare Pescara è invece Berardino Fiorilli (315 voti), l’ex vicesindaco di Pescara ai tempi della giunta Mascia, non riconfermato alle urne in occasione delle amministrative 2014. Eletto per la prima volta nel 1998, e due anni dopo entrò come assessore nella giunta di Giovanni Pace, poi diventato presidente di Regione.
Resta il nodo delle quote rosa, che potrebbe portare all’ingresso in giunta di una donna come assessore esterno
QUI comune di MONTESILVANO
Fervono le trattative anche al comune di Montesilvano e il ragionamento del neo sindaco è sulla seguente ipotesi di ripartizione delle 7 poltrone in giunta: 3 per la Lega, che ha ottenuto il 30,49% ed eletto 8 consiglieri, 2 assessori per la lista Montesilvano in Comune, 15,21% e 4 consiglieri, un assessore per Forza Italia (14,74% e 3 consiglieri), un assessore per Fratelli d’Italia (8,99% e 2 consiglieri).
Per la Lega posto assicurato per la prima delle elette Deborah Raffaella Comardi, (792 voti), che coronerebbe così una carriera politica avviata dall’altre parte della barricata: nel 2012 era stata eletta infatti, a 22 anni, con Sinistra Unita (Sel più Comunisti italiani) in appoggio al sindaco Attilio Di Mattia. Nel 2014 è passata in Forza Italia, ed è stata assessore al bilancio, per infine salire sul Carroccio.
Papabili poi ovviamente il secondo degli eletti, Ernesto De Vincentiis (650 voti), l’assessore uscente del centrodestra di Francesco Maragno, rieletto consigliere, o al terzo, Anthony Aliano (525), ex assessore, nel 2012, nella giunta Di Mattia, per poi passare alla Lega, dopo brevi soste in Forza Italia e in Fratelli d’Italia.
La Lega però vorrebbe anche la presidenza del consiglio regionale, o un posto da vicesindaco. E allora si aprirebbe uno spazio anche per Barbara Di Giovanni, consigliere di maggioranza uscente e nipote del potente costruttore Raffaele Di Giovanni, genero anche del sindaco Maragno. Favorita comunque dalle quote rosa.
Per Montesilvano In Comune la partita è tra Paolo Cilli (592) Feliciano D’Ignazio (558) e Alessandro Pompei (533)
Per Forza Italia l’assessorato tranne sorprese dovrebbe andare proprio all’ex sindaco Maragno, 671 voti, o al primo della lista Lino Ruggero Per non scontentare nessuno dei due c’è la carta alternativa della presidenza del Consiglio.
Per quanto riguarda Fratelli d’Italia circola spuntata l’ipotesi dell’ex sindaco Pasquale Cordoma, come assessore esterno. Al posto dell’ex sindaco, dal 1990 al 1995, Paolo Di Blasio, primo della lista con 554 voti, che ha però un contenzioso con il Comune, che potrebbe decretarne l’incompatibilità come assessore. La Corte d’Appello civile dell’Aquila è chiamata a pronunciarsi su un risarcimento all’Ente per presunti danni di immagine provocati dall’inchiesta Ciclone
Intanto...
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