PESCARA – Infuriano le polemiche sul “caso D’Alfonso”, legato alla partecipazione del senatore e coordinatore regionale del Pdl, Filippo Piccone, alla presentazione del libro dell’ex sindaco di Pescara.
Questa mattina il vice coordinatore del partito, Fabrizio Di Stefano, ha tentato di smorzare i toni affermando che “si sta creando un caso sul nulla”, il sindaco Luigi Albore Mascia ha replicato: “Il problema non è D’Alfonso, ma quanto accaduto”.
Il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, invece, non si capacita della polemica: “Sono sorpreso dalla reazione del sindaco di Pescara. Mi stupisce come possa essersi sviluppata una tempesta del genere in un bicchiere d’acqua”.
Nella polemica è intervenuto anche Il senatore del Pdl Andrea Pastore che ha detto di ritenere “comprensibile” l’irritazione del sindaco di Pescara ma ha giustificato il gesto del coordinatore Piccone affermando che quest’ultimo “si è fatto ingenuamente trascinare in perfetta buona fede”.
Il consigliere (Pdl) Ricardo Chiavaroli, è tornato a parlare della lettera inviata ieri dal sindaco Mascia al presidente Berlusconi per denunciare possibili “inciuci” fra alcuni esponenti regionali del Pdl e l’ex sindaco di Pescara. Una lettera “inopportuna nella forma e nella sostanza”, l’ha definita.
Dello stesso parere è il senatore abruzzese Luigi Lusi, vice presidente della commissione Bilancio del Senato, che si è detto “stupito” dalle dichiarazioni di Mascia.
DI STEFANO (PDL): “SI STA CREANDO UN CASO SUL NULLA”
PESCARA – “Si sta creando un caso sul nulla” così il senatore Fabrizio Di Stefano commenta le polemiche sorte attorno alla presenza del senatore Filippo Piccone alla presentazione del libro dell’ex sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso “quando invece dovremmo tutti concentrarci di più sui problemi che, purtroppo, non mancano al nostro Abruzzo e alle nostre città”.
“Nel mentre c’è una sinistra – continua il il vice coordinatore regionale del PdL – che caratterizza sempre di più la sua azione politica attraverso insulti e intimidazioni tese a delegittimare l’azione di governo del presidente Chiodi e dei nostri amministratori a tutti i livelli, se c’è qualcuno, nello stesso schieramento, che invece è disposto a confrontarsi con serenità, non vedo dove sia lo scandalo”.
“Non ci nascondiamo come D’Alfonso, da efficace comunicatore qual è, sia stato in grado di catalizzare su di sè l’attenzione dell’evento, tanto da lasciar pensare che dietro un normale confronto ci potesse essere un’apertura politica diversa”.
“La miglior risposta che Luigi Albore Mascia può dare, da ottimo amministratore quale lo ritengo, è quella sul campo, attraverso l’operato del suo governo e superando nei risultati le precedenti amministrazioni, confermando così la bontà della scelta, che facemmo a suo tempo, di candidarlo alla guida del Comune di Pescara”.
SINDACO MASCIA: “IL PROBLEMA NON E’ D’ALFONSO MA QUANTO ACCADUTO”
PESCARA – Il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, è tornato oggi a parlare della lettera invitata ieri al presidente Berlusconi per denunciare possibili “inciuci” fra alcuni esponenti regionali del Pdl e l’ex sindaco di Pescara ed esponente Pd Luciano D’Alfonso. L’occasione è stata l’inaugurazione della strada-ponte che collega Pescara a San Giovanni teatino (Chieti).
“Il problema – ha detto il primo cittadino – non è D’Alfonso, ma quello che è accaduto. Una cosa che non è piaciuta ai cittadini di Pescara che mi hanno inviato questa mattina centinaia di sms per esprimermi solidarietà e chiedermi di andare avanti”.
Mascia non esclude il clamoroso gesto (e gli assessori con lui) della riconsegna della tessera del Pdl, ma scarta eventuali dimissioni: “Dimissioni assolutamente no. Io sono il sindaco di Pescara eletto da oltre quarantamila cittadini che mi hanno dato fiducia, e chiesto di governare questa città. Resto al mio posto, ci mancherebbe, continuando a fare politica per il bene di Pescara”.
“Io – ha detto ancora Mascia – non ho nulla contro D’Alfonso che per altro è coinvolto indirettamente in questa questione. Anni addietro era sindaco di Pescara, ma ricordo anche che il suo impegno politico ha avuto anche risvolti giudiziari che la magistratura sta vagliando. Ora mi aspetto i soliti sproloqui degli orfanelli del Pd di Pescara, ma non ci sono problemi, perché io andrò avanti per la mia strada con la coscienza a posto”.
In particolare, nella lettera inviata ieri e sottoscritta anche dagli assessori Marcello Antonelli, Guido Cerolini, Isabella Del Trecco, Masimo Filippello, Carla Panzino, Roberto Renzetti, Nicola Ricotta ed Eugenio Seccia – si faceva riferimento all’incontro in Provincia, a Pescara, tra l’ex sindaco del Pd Luciano D’Alfonso e autorevoli esponenti della coalizione di centrodestra, nonché alla partecipazione del senatore Filippo Piccone (Pdl) alla presentazione del libro di D’Alfonso a Celano (L’Aquila).
CHIODI: “STUPITO DALLE REAZIONI DI ALBORE MASCIA”
L’AQUILA – “Davvero la presentazione di un libro ha scatenato una polemica così forte?”.
Il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, non se ne capacita: “Sono sorpreso dalla reazione del sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, a un evento che dovrebbe essere di ordinario confronto. Mi stupisce come possa essersi sviluppata una tempesta del genere in un bicchiere d’acqua”.
“L’auspicio – conclude Chiodi – è che il buon senso possa tornare a ispirare i comportamenti di tutti e che cessi ogni polemica che possa distrarci ulteriormente tutti dall’obiettivo più importante e urgente: dare risposte ai cittadini”.
PASTORE (PDL): “VICENDA EQUIVOCA, PICCONE IN BUONA FEDE”
PESCARA – Il senatore del Pdl Andrea Pastore ritiene “comprensibile l’irritazione del sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia e degli assessori comunali eletti nel Pdl per l’equivoca vicenda dell’incontro tra l’ex sindaco cittadino del Pd Luciano D’Alfonso e il senatore e coordinatore regionale del Pdl Filippo Piccone in cui il coordinatore si è fatto ingenuamente trascinare in perfetta buona fede”.
Il riferimento è alla lettera scritta ieri al premier da sindaco e assessori Pdl del capoluogo adriatico per un intervento che ripristini “una linea politica del PdL che sia chiara, coerente e condivisa dal mondo del centrodestra abruzzese”.
“I pescaresi del Pdl – dice oggi Pastore – hanno, con ragione, contrastato per anni l’ascesa politica di D’Alfonso che all’epoca appariva inarrestabile, con una continua presenza nelle istituzioni e un’attività di controllo che hanno salvato Pescara da un vero e proprio scacco. Oggi l’amministrazione Mascia si trova, priva di risorse, a gestire una città spremuta dalle tasse, con una struttura comunale depauperata e mortificata attraverso privilegi accordati ad amici e ‘clientes’. Non mi sembra però che da tutto ciò debbano trarsi conseguenze politiche di rilievo per il Pdl, soprattutto in un momento politico così delicato per l’intero Paese”.
CHIAVAROLI (PDL): “LETTERA DI MASCIA A BERLUSCONI INOPPORTUNA”
L’AQUILA – Sulla vicenda della lettera inviata dal sindaco di Pescara Mascia al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, interviene il consigliere regionale del PdL, Riccardo Chiavaroli.
“Credo – afferma il consigliere Chiavaroli – che la lettera dell’amico e ottimo sindaco Mascia sia stata inopportuna nella forma e nella sostanza”.
“Nella forma – dice Chiavaroli – perchè se proprio si voleva parlare direttamente a Berlusconi sarebbe stato meglio farlo per sollecitare ulteriori attenzioni per Pescara e per l’Abruzzo; nella sostanza, perchè è superfluo chiedere al presidente Berlusconi di ribadire una linea politica del PdL in Abruzzo, che invece è chiara e netta, come peraltro al premier è ben noto e come i fatti dimostrano ogni giorno”.
“Ritengo – prosegue ancora il consigliere – che il caso sia divenuto involontariamente più grande di quanto i fatti in sè lasciavano immaginare, tuttavia l’occasione può servire a riflettere sul fatto che a forza di vedere fantasmi che sembrerebbero aggirarsi, si rischia al contrario di essere travolti da veri e propri spettri”.
“Penso invece – conclude Chiavaroli – che dobbiamo dimostrare di essere classe dirigente del PdL e della regione Abruzzo, classe di governo in senso lato, rivendicando e affermando, secondo la nostra cultura liberale e democratica, il dovere al dialogo con l’avversario, senza (come purtroppo ci capita spesso di subire) emettere condanne morali contro presunti ‘nemici’ : e ciò, proprio perchè siamo forti delle nostre idee e saldamente ancorati alle nostre convinzioni politiche”.
ACERBO (PRC): “ABRUZZO PEGGIO DI ARCORE”
L’AQUILA – “L’Abruzzo è peggio di Arcore. Lo spettacolo che sta offrendo la politica abruzzese completa il quadro di degrado nazionale. Del Turco che si congratula con Chiodi che fa denunce altisonanti quanto generiche. Il che fa pensare che tra poco anche Chiodi finirà sotto processo. Venturoni che è indagato parla con la verve di un pm di mani pulite. D’Alfonso che dovrebbe essere del PD lancia Toto jr che è il leader di Fli. Piccone presenta libri con D’Alfonso e Mascia scrive a Berlusconi minacciando una fuoriuscita dal PdL di tutta la giunta”.
Ad affermarlo è il capogruppo Prc in Consiglio regionale, Maurizio Acerbo, che “spara a zero” sulla politica abruzzese e riferendosi al “caso D’Alfonso” parla di “una mossa falsa”.
“Se è vero che D’Alfonso è considerato il nemico dal PdL pescarese – spiega Acerbo – non si può dimenticare che è uno dei pochi a competere con Berlusconi per numero di inchieste ed è di gran lunga il politico più berlusconiano che si sia mai visto in Abruzzo. Inoltre molti indagati delle varie cricche a partire dal Balducci (da non confondere con Alberto) sono amici di lunga data di D’Alfonso che quindi può dare preziosi consigli a Piccone che già si è avvalso della collaborazione di Aracu”.
“Questa quotidiana rappresentazione del trasformismo e dell’arroganza non può che alimentare disaffezione. Commentare le uscite dei vari personaggi è perdere tempo con gente squalificata che meriterebbe di essere presa a sassate per la strada”.
Acerbo poi richiama il principio di “ecologia della politica” come barriera nei confronti della corruzione e del malcostume amministrativo: “chi è indagato – dice – si dimette e ritira dalla vita pubblica fino a quando non ha dimostrato nelle aule di tribunale la sua innocenza e estraneità ai fatti. Se è oggetto di accuse infondate organizza una campagna di puntuale denuncia degli errori giudiziari come Tortora”.
Il capogruppo Prc aggiunge che “tra l’altro principio di ecologia riguarda il buon senso e la coerenza. Non puoi militare nel partito di Berlusconi e poi lamentarti se qualcuno cerca di reclutare un indagato dato che il partito stesso è nato per salvare dai processi un indagato e ha riempito il parlamento di condannati”.
“Chi è a conoscenza di gravi fatti – conclude Acerbo – dovrebbe rivolgersi all’autorità giudiziaria e fornire tutte le informazioni in suo possesso. Se è in carica può riferire in aula o commissione possibilmente citando fatti e responsabilità precise. Altrimenti sta creando polveroni inutili per coprire le proprie responsabilità”.
IL SENATORE LUSI: “STUPISCONO LE DICHIARAZIONI DI MASCIA”
L’AQUILA – Il senatore abruzzese Luigi Lusi, vice presidente della commissione Bilancio del Senato, ospite alla presentazione del libro di Luciano D’Alfonso a Celano lo scorso 29 gennaio, interviene sulle polemiche del sindaco di Pescara, Mascia, in relazione alla presenza del coordinatore regionale del Pdl Abruzzo, Filippo Piccone.
“Stupiscono le dichiarazioni di Mascia – afferma Lusi – quando si assiste al crollo dell’impero, come questa fase storica disegna, i vassalli accorrono verso l’Imperatore e gli suggeriscono di tagliare la testa a coloro che suggeriscono di usarla per ragionare invece che fare il gesto delle scimmiette (non vedo, non sento, non parlo mentre l’impero svanisce).”
“I detrattori del ‘ragionare fra non simili’ – continua Lusi – non si domandano perché il 42 per cento degli italiani non ne vuole più sapere di votare e il 47per cento degli abruzzesi non ha votato alle scorse elezioni regionali: a loro interessa solo governare, con il consenso di pochi, gli interessi di pochi e dare in testa a chi cerca di guardare un po’ oltre il proprio naso cercando di dare risposte ai problemi veri del Paese. Forse perché loro le soluzioni non sono intessesti a trovarle”.
“Gli steccati e le preletture stanno al palo – prosegue Lusi – e non ci si deve stupire se le poche persone intelligenti rimaste sul tappeto del confronto civile e costruttivo, a dispetto della partitocrazia nuovamente dominante in Abruzzo come nel resto del Paese, rifiutino la sterile logica dello schieramento di parte, dedicandosi invece a concorrere in uno o più laboratori di idee per individuare le soluzioni da offrire ai cittadini per ridare loro quella fiducia che dimostrano da tempo di aver perso nei confronti della politica”.
“Invece di chiedere a Berlusconi di disconoscere l’esempio di Piccone – aggiunge Lusi – si impegnino questi Soloni dell’autentica rappresentazione del politico di Destra a chiedere a Berlusconi e al suo governo di restituire all’Abruzzo i fondi (cancellati o perenti) per le infrastrutture, che tanto lavoro e servizi fanno derivare all’Abruzzo, quelli per la cassa integrazione in scadenza a marzo 2011 senza i quali decine di migliaia di famiglie di lavoratori di aziende in crisi non sapranno più come accedere ai consumi essenziali, solo per fare qualche esempio”.
“Allora, i custodi dell’ortodossia ‘dell’essere del PDL’ – conclude Lusi – si accorgeranno che produce meno danno ‘ragionare fra non simili’, trovando soluzioni per la propria comunità amministrata nell’interesse collettivo, che fare a gara per vincere la classifica chi è più vicino al Capo e concorre, cum gaudio, al caos nel quale questo Paese si trova ogni giorno di più.”
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