PESCARA – Ancora guerra sugli alberi di Pescara in via di abbattimento.

Il “Coordinamento Salviamo gli alberi” accusa l’amministrazione comunale di “avere tenuto nascosto un documento sulla pericolosità delle piante”  e si chiedono le dimissioni dell’assessore competente, ma l’ente controbatte parlando di prove sulla salute dei pini che sono state “pubbliche e comunicate” e annunciando che pianterà il doppio dei vegetali abbattuti.

L’ACCUSA: “TACIUTA PER MESI RELAZIONE SUI PINI”

“Il Comune ha taciuto per mesi sulla reale condizione dei pini di viale Regina che erano stati condannati a morte ad aprile e salvati solo dopo le proteste dei cittadini – afferma in una nota – Non erano e non sono a rischio crollo immediato, ma vanno curati e monitorati come dovrebbe accadere normalmente. A rivelarlo è una relazione del Comune del 2016, commissionata alla Ares di Ferrara e mai divulgata”.

Non accenna a diminuire, quindi, la polemica scoppiata in questi giorni tra ambientalisti e Giunta Alessandrini in merito al Piano del Comune per l’abbattimento di 121 alberi considerati pericolosi.

I fatti ai quali fanno riferimento gli ambientalisti riguardano l’operazione di abbattimento di alcuni arbusti che nell’aprile scorso, in viale Regina, era stata avviata attraverso un affidamento per la valutazione, esclusivamente visiva, relativa allo stato di sicurezza delle piante.

“Le proteste bloccarono i lavori, ma purtroppo diversi esemplari furono abbattuti senza alcuna analisi strumentale – ricorda il coordinamento – A seguito delle proteste, pochi alberi furono risparmiati e su tre di essi il Comune ha fatto alla chetichella quelle analisi strumentali che abbiamo chiesto a gran voce e tutti e tre sono risultati stabili”.

A individuare, il documento, tramite accesso agli atti, il consigliere comunale del M5s Massimiliano Di Pillo.

“Grazie al suo intervento, adesso siamo nelle condizioni di divulgare la relazione rimasta nei cassetti del Comune – fanno sapere gli esponenti del coordinamento cittadino – che smentisce su tutta la linea l’operazione emergenziale messa in piedi dai funzionari comunali, con l’avallo dell’amministrazione, che ha proceduto con affidamenti di decine di migliaia di euro abbattimenti in somma urgenza”.

Gli ambientalisti, in particolare, puntano il dito contro l’assessore al Verde pubblico Laura Di Pietro: “Nella riunione con le associazioni si è ben guardata dal tirare fuori questo documento incredibile, che la smentisce e che conferma clamorosamente ed incontrovertibilmente che i cittadini hanno ragione e loro hanno torto”, denunciano.

Il Coordinamento Salviamo gli alberi annuncia che domani 3 settembre, alle 16.30 in piazza Sacro Cuore, si terrà il flash-mob “SalviAmo gli Alberi,” finalizzato alla sensibilizzazione della popolazione sul tema della corretta gestione del verde.

ACERBO: “LA DI PIETRO SI DIMETTA”

Per l’esponente di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo “il comportamento dell’assessora Laura Di Pietro e dell’amministrazione è indecoroso. Hanno nascosto informazioni che confermano le ragioni di noi ambientalisti come l’anno scorso i divieti di balneazione – accusa – Non dicano che non si potevano fare verifiche sullo studio o che costa troppo curare alberi perché il Comune è in predissesto e 10.000 euro per l’incarico a Rabbottini li hanno trovati”.

Secondo Acerbo “è ancor più grave che abbiano disinformato la cittadinanza e scientemente occultato dati che confermavano necessità della pausa di approfondimento che avevamo chiesto. Credo che le dimissioni dell’assessore Di Pietro siano un atto dovuto – sbotta – Ogni giorno si confermano le ragioni della nostra protesta civile”.

“Scriveva Antonio Cederna, di cui in questi giorni ricorre il ventennale della scomparsa, che il grado di civiltà di una città si vede dalla cura che dedica al verde pubblico – conclude l’esponente Prc – Domani ci vediamo in piazza Sacro Cuore per chiedere stop ai tagli”.

L’ASSESSORE: “PROVE PUBBLICHE E COMUNICATE”

“Delle due l’una: o l’agronomo Giovanni Morelli, che il 13 maggio abbiamo voluto a Pescara per un’ulteriore conferma del buon lavoro svolto circa la messa in sicurezza degli alberi in via Regina Margherita, ha sempre ragione e quindi le uniche verifiche possibili per garantire la stabilità di un albero sono le ‘prove di trazione”, del valore di 850 euro l’una, oppure non è così e allora non comprendiamo il senso della nuova polemica”.

Questa la risposta affidata a una nota dell’assessore Di Pietro.

“Chi oggi cita la relazione di Morelli effettuata dopo l’analisi del collega Rabottini, fa parte di quel gruppo di associazioni invitate a partecipare al sopralluogo che Morelli fece in città in maggio – prosegue – ma che in via Regina Margherita hanno fatto mancare la loro presenza, con nostra somma delusione sia quel giorno che quando sono state svolte le prove di trazione, eventualità anch’essa comunicata lo scorso 7 luglio”.

Per la Di Pietro, “il 13 maggio, come certificano i numerosi articoli di stampa apparsi sulle testate locali, lo ribadiamo per chi non c’era, Morelli confermò la validità della ‘relazione Rabottini’ e noi, proprio per venire incontro alle distanze promosse dal green table, decidemmo di affidare alla sua squadra la verifica della staticità di tre esemplari ritenuti di particolare pregio. Fu proprio Morelli – evidenzia – a indicarci la prova di trazione come la verifica più utile ed efficace a garantire la pubblica incolumità, di fatto smentendo l’utilità degli altri metodi, come chiesto in passato e come ribadito ancora oggi da alcune associazioni”.

“Un’operazione ampiamente pubblicizzata, del valore di 3.294 euro Iva inclusa per tre alberi, quindi oggi ci sembra incomprensibile come la si possa definire una relazione nascosta in un cassetto di chissà quale meandro comunale! – contrattacca l’assessore – Esito delle prove di trazione è una sentenza che in poche parole potrebbe essere così tradotta: è possibile non abbattere il pino fino al prossimo anno, tempo entro cui bisognerà procedere con una nuova prova di trazione, quindi occorre una prova di trazione ogni anno”.

Secondo l’amministratrice, “è proprio alla luce di questo che abbiamo deciso di non condannare il Comune di Pescara a investire oltre 100 mila euro l’anno per accanirsi a salvare un albero definito ormai alla fine del suo ciclo vitale, ma di investire risorse per potare e ripiantumare: 58 mila euro costeranno le potature di messa in sicurezza di 287 alberi a rischio, dettaglio che chi protesta dimentica sempre di ricordare; 54 mila euro invece costerà al Comune ripiantumare 278 alberi, che sono più del doppio di quelli da recidere”.

“Mi auguro che quanto prima questa inutile e strumentale polemica si fermi e  sia possibile tornarsi a sedere con i cittadini, le associazioni, il corpo forestale dello Stato, gli ordini degli Agronomi e Periti Agrari e chiunque abbia a cuore il verde di Pescara, per progettare insieme le nuove piantumazioni e predisporre un piano del verde”, conclude.