PESCARA – Sono 13 le persone che il prossimo 21 novembre finiranno di fronte al giudice dell’udienza preliminare, Gianluca Sarandrea, nell’ambito dell’inchiesta sullo scandalo del dragaggio del porto canale di Pescara, per cui è finito sotto la lente d’ingrandimento l’appalto del 2011 per lo scavo dei fondali vinto dalla Gregolin Lavori Marittimi e ceduto alla Dragaggi.

Come riporta il quotidiano il Messaggero, nell’inchiesta firmata dal pm Mirvana Di Serio sono finite 15 persone, tra cui l’ex presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, in qualità di commissario del porto.

Testa è accusato di falso in concorso con i due rup Emanuele Rucci e Angelo Bellafronte Taraborrelli.

L’ex numero uno della Provincia, spiega il Messaggero, secondo la Procura non avrebbe potuto apporre le sigle di contrassegno perché impegnato per due ore in altre attività istituzionali, mentre Traborrelli viene considerato il factotum della gara d’appalto e Giuseppe Biscontin un suo supporto tecnico che di fatto lavora con la Dragaggi.

In pratica, sarebbe stato organizzato un cartello di società per quella gara al fine di favorire la stessa Dragaggi.