PESCARA – Questa mattina a Palazzo di Città a Pescara, nel giorno della festa del patrono San Cetteo, si è tenuta la cerimonia di consegne, a personalità che si sono distinte in campo nazionale, dei Ciattè d’oro e dei Delfini d’oro, nell’ambito di un consiglio comunale straordinario di fronte ad un’aula consiliare gremita.
Fra i premiati anche il noto giornalista, produttore cinematografico e regista Enrico Vanzina, già vincitore nel 2010 del Premio Flaiano. E proprio il ricordo dell’indimenticato scrittore e giornalista lega Vanzina al capoluogo adriatico.
“Sono fiero e orgoglioso di ricevere questo Delfino d’oro – ha commentato Vanzina – in una città che ho scoperto tardi nella mia vita ma che è entrata nel mio cuore per tante ragioni, e non ultima la sua bellezza e la sua simpatia. Una città che mi ricorda Rio de Janeiro, ma una città poco conosciuta e che è percepita male. Naturalmente la grande amicizia che legava mio padre (Steno) a Ennio Flaiano ha fatto sì che questa scoperta da parte mia negli ultimi anni di Pescara, mi ha fatto tornare alla memoria questa amicizia antica con Flaiano che ho conosciuto bene”.
“Ho vinto – ha aggiunto il produttore cinematografico romano – anche il Flaiano che forse mi hanno dato indegnamente. Ritengo questo premio uno dei più importanti in assoluto, e l’amicizia che c’era tra la mia famiglia e Flaiano era grande per cui oggi essere qui un grande onore”.
Vanzina ha anche parlato di Pescara fra D’Annunzio e Flaiano: “Credo che D’Annunzio non abbia bisogno di appoggi, Flaiano invece credo vive oggi a Pescara una strana storia, nel senso che la città, che lo ama molto, non lo riconosce però abbastanza. È stato un pò schiacciato dalla fama e dal mito di D’Annunzio, ma penso che nel tempo però Ennio Flaiano ritroverà accanto a D’Annunzio il suo posto naturale”.



