PESCARA – La gestione dell’epidemia del coronavirus entra nelle aule di giustizia: fa rumore l’avviso di garanzia ricevuto dal direttore generale e il direttore sanitario della Asl di Pescara, Vincenzo Ciamponi e Antonio Caponetti, indagati in una inchiesta della Procura di Pescara sulla crescita esponenziale di contagi registrata nelle ultime settimane nel capoluogo adriatico e nell’area metropolitana. Titolari dell’inchiesta, i pubblici ministeri Anna Benigni e Luca Sciarretta. A condurre le indagini i carabinieri del Nas guidati dal comandante Domenico Candelli.
Nei giorni scorsi i Nas avevano eseguito un decreto di esibizione ed avevano acquisito verbali e atti relativi all’emergenza e i dati sui contagi. I reati vanno dall’abuso d’ufficio all’epidemia colposa. Il dg Ciamponi, nel far sapere di aver ricevuto l’informazione di garanzia, esprime “massima fiducia nell’operato della magistratura”.
Ciamponi e Caponetti saranno interrogati mercoledì prossimo.
L’ipotesi dell’indagine, tutta da verificare, è se vi siano state gravi carenze organizzative che hanno determinato in quest’ultimo periodo un incremento numerico della pandemia, che ha in particolare travolto Pescara, la sua provincia e l’area metropolitana con una impennatadi casi del 70% dovuta alla variante inglese. Con particolare attenzione ai focolai esplosi all’ospedale di Pescara.
Come riferisce il quotidiano Il Centro “il capo dipartimento regionale della prevenzione, Claudio D’Amario, che avrebbe spiegato ai magistrati, in qualità di persona informata sui fatti, come le comunicazioni sui focolai nati dentro l’ospedale non sarebbero mai arrivate in Regione”.
L’inchiesta è solo una parte di quella sull’emergenza sanitaria nel Pescarese, di cui fanno parte anche i filoni relativi alla diffusione dei contagi all’interno dell’ospedale e la questione delle vaccinazioni.






